Città metropolitana, è lotta per la conquista del Consiglio

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Città metropolitana, è lotta per la conquista del Consiglio

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Non se n’è accorto nessuno (e tanto meno i media) ma a Roma e provincia è in corso una campagna elettorale, quella per eleggere d il Consiglio della Città Metropolitana. Infatti domenica prossima, ma solo a Palazzo Valentini,  i consiglieri della Capitale di tutti i Comuni della provincia di Roma saranno chiamati alle urne per rinnovare il Consiglio metropolitano dopo l’elezione del nuovo sindaco di Roma, che secondo la legge Deirio è anche il sindaco della Città Metropolitana.

RAGGI SINDACA METROPOLITANA

Virginia Raggi, la quale non sta certo brillando per questo primo avvio del suo mandato nella Città Eterna, assume anche il comando della ex Provincia  la cui abolizione è già stata decretata e che verrà al più confermata dalla riforma costituzionale per la quale si vota il 4 dicembre e che prevede l’abolizione definitiva  di tutte  le Province lasciando in vita gli enti di area vasta, cioè le Città Metropolitane. In ogni caso si tratta di una elezione importante, sempre che questi enti comincino a funzionare davvero con una definizione di competenze e poteri soprattutto nei confronti delle Regioni.

LOTTA PER 24 SEGGI

I seggi in ballo sono 24 ma i consiglieri non vengono eletti dal popolo bensì da tutti i colleghi dei 121 Comuni di questa area. Una elezione indiretta che limita  l’elettorato ai soli consiglieri comunali che in pratica si votano e si eleggono fra di loro. Un voto ‘ponderato’ perché i comuni più popolosi, di prima e seconda fascia, eleggono più rappresentanti a Palazzo Valentini. Eppure anche per questa elezione il lavorio degli addetti è stato tanto intenso quanto poco noto alle cronache perché si tratta comunque di poltrone e incarichi politici che un domani potrebbero avere un peso rilevante quando l’istituzione cominciasse a funzionare davvero. Ecco perché le segreterie politiche dei partiti con le loro varie correnti, si sono mosse da tempo per definire le liste.

OBIETTIVO METTERE M5S IN MINORANZA

Soprattutto il centro destra e il centro sinistra che hanno l’obiettivo dichiarato di soffiare la maggioranza di Palazzo Valentini ai 5stelle e alla Raggi che nell’ultima tornata amministrativa e in alcune precedenti competizioni hanno fatto la parte del leone anche in provincia.  Tocca fare un po di conti perché gli equilibri politici sono mutati dopo che il Movimento ha espugnato anche tradizionali roccaforti della sinistra quali  Civitavecchia, Pomezia, Genzano, Marino, Nettuno, Anguillara. In ogni caso i pentasllati dovrebbero eleggere tra i 10 e gli 11 consiglieri, Raggi compresa. Sette o otto dovrebbero andare  al centrosinistra (Pd-Sel e Si finalmente uniti) e almeno 6 al centrodestra che vede  uniti FI, Fdl, Cuoritaliani, Noi con Salvini, Udc, Conservatori e Riformisti, lista Marchini e altre civiche del territorio. Già così è evidente che la Raggi sarà in minoranza con la certezza che tutte le opposizioni le renderanno la vita impossibile in aula, contrariamente a Roma dove la sindaca gode di un’ampia maggioranza. Questo criterio dei ‘grandi elettori’ era stato criticato, soprattutto dai Radicali, appena la legge Del Rio venne proposta, e molte voci si levarono contro un metodo che toglie rappresentanza popolare agli eletti all’assemblea della Città Metropolitana. Ma la legge prevede il voto diretto e realmente democratico per una istituzione che, nelle intenzioni del legislatore, potrebbe rappresentare il futuro delle autonomie locali.

Giuliano Longo

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