Trinità dei Monti, sindacati: «Lavoratori pagati a rate per il restauro»

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Virginia Raggi ha inaugurato il restauro della scalinata di Trinità dei Monti annunciando che sono stati presi provvedimenti per evitare gli utilizzi impropri che hanno portato al suo degrado di uno dei simboli della bellezza di Roma. «Quello che abbiamo oggi va preservato per le generazioni future» ha detto la sindaca alla presenza del sovrintendente Claudio Parisi Presicce e dell’assessore alla Crescita culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo. Poi ha spigato che l’amministrazione «ha già preso provvedimenti affinchè la scalinata sia mantenuta il più a lungo possibile in questa nuova veste e per evitare gli utilizzi impropri che hanno portato al degrado». Per questo la sindaca chiede collaborazione di tutti i cittadini grazie alla quale «potrà nascere un nuovo modo di vivere la città». Contestualmente alla inaugurazione i tre maggiori sindacati delle costruzioni Feneal Uil Roma, Filca Cisl Roma, Fillea Cgil Roma e Lazio, rendevano noto un comunicato con il quale, pur apprezzando tutto il valore del restauro reso possibile dal mecenatismo di Bulgari, segnalavano che i lavoratori addetti devono ancora ricevere parte della retribuzione dalla  ditta esecutrice “Il Cenacolo Srl”.
LA POLEMICA – “Si è trattato – scrivono i sindacati in una nota – di uno dei rarissimi casi di applicazione della normativa vigente, che prevede che la stazione appaltante, in questo caso il Comune di Roma, si sostituisca all’azienda morosa, grazie al quale è stato possibile provvedere al saldo di parte delle spettanze dovute ai lavoratori.  Questo episodio segna un importante precedente per tutte le opere pubbliche capitoline ed uno straordinario deterrente per le aziende inadempienti». Quindi si appellano al Comune perché «coloro che con grande maestria hanno eseguito i lavori possano ricevere quanto dovuto. Sarebbe davvero indecoroso e un abuso imperdonabile farli attendere oltre visto che hanno lavorato subendo continui ritardi nei pagamenti dall’inizio delle lavorazioni».

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