Lo strano caso delle bancarelle romane e dei “furgoni bianchi”

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Lo strano caso delle bancarelle romane e dei “furgoni bianchi”

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Il sito della associazione Cittadini Re di Roma solleva un problema che noi stessi dobbiamo constatare quotidianamente e non solo in quel quartiere. Parliamo dei “furgoni bianchi” spesso scassatissimi, obsoleti e puzzolenti che ogni giorno invadono strade e marciapiedi con grave offesa al decoro e soprattutto  alla circolazione. Si chiama “commercio a rotazione” e si legge “bancarelle” scrive Cittadini Re di Roma, «posti dove la gente pensa di fare l’affare della vita e non si chiede che cosa sta comprando (e soprattutto quanto vale), in un momento storico dove si trovano le stesse cose a meno prezzo ovunque». Succede infatti che i gestori di questo vero e proprio suk per lo più extracomunitari di origine pakistana o bengalese, dalle prime ore del mattino devono scaricare le loro merci per approntare improvvisati banchetti, e la sera devono caricare di nuovo la loro paccottiglia. Come effettuare questa operazione nel regolamento del commercio non è scritto, ovvero come si si debbano svolgere  le operazioni di carico e scarico delle merci così come non sono previste le aree dedicate a queste operazioni. Così, i suddetti orribili furgoni, non vengono quasi mai spostati ma anzi prosegue il sito «si appropriano delle aree circostanti il banco occupando posteggi senza pagare la sosta, occupando marciapiede a danno dei pedoni, rallentando il traffico e impedendo una corretta visuale a danno della sicurezza di tutti». Ma anche quanto viene regolamentato dal Comune  non viene rispettato. Infatti il regolamento comunale prevede : Art.13, punti 2 e 3: è fatto divieto assoluto di appendere merci od altro agli ombrelloni di copertura od alle tende mantovane o pensiline, ad eccezione dei posteggi ubicati nel raggio di metri 50 dai mercati giornalieri; gli operatori devono attenersi, nell’esposizione delle merci e nelle operazioni di vendita, alle comuni regole relative all’igiene, all’abbandono dei rifiuti e al rispetto del decoro della città, ai sensi di quanto in ogni caso disposto dai vigenti regolamenti comunali e dalla normativa del settore; i Municipi provvedono ad individuare, con apposita segnaletica, i posteggi concessi ed in generale le aree di sosta per l’esercizio del commercio su aree pubbliche ricadenti nel proprio territorio. Disposizioni che, come possiamo verificare vengono del tutto disattese. Ma non finisce qui perché l’art. 15 prevede : il titolo autorizzativo originale, riportante l’indicazione del gruppo rotativo d’appartenenza deve essere sempre esibito, a richiesta del personale di vigilanza, assieme al provvedimento del Dipartimento VIII indicante il turno di lavoro, nonché ai bollettini di pagamento del COSAP riferiti all’ultimo anno. Mentre per i banchi di mercato la regolamentazione è abbastanza rigorosa ben poco, anzi per nulla, vengono rispettate le regole da quei furgoni, per lo più di abbigliamento e biancheria,  che oltre ad occupare gli spazi si sorta debordano sui marciapiedi rendendo difficoltoso il passaggio per disabili e anziani. Quello che tuttavia non scrive il suddetto portale è che molte di queste attività vengono concesse da romanissimi titolari che sfruttano a basso prezzo la disponibilità degli extra comunitari. Sarebbe infatti interessante conoscere quante delle licenze facciano capo a loro e quante a cittadini italiani. Come sarebbe altrettanto interessante accertare quanti  banchetti dei furgoni bianchi rilascino scontrini fiscali. Anzi fuor di furgone, sarebbe interessane anche verificare quanti di noi abbiano mai ricevuto lo scontrino dai piccoli negozi di frutta verdura e alimentari confezionati che pullulano occupando ogni piccolo negoziato disponibile. Aperti quasi 20 ore al giorno offrono certo un servizio e anche in questo caso si tratta pakistani o cittadini del Bangladesh, però lo scontrino lo debbono emettere sempre che abbiano una contabilità regolare. 

Balthazar

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