La giornata di Virginia Raggi nel segno della “memoria”

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La giornata di Virginia Raggi nel segno della “memoria”

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Giornata di impegni più o meno istituzionali ma chiaramente connotata da una impronta antifascista quella del sindaco Virginia Raggi che è intervenuta alla commemorazione del 36esimo anniversario dell’assassinio del magistrato Mario Amato. Con il primo cittadino anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, e il Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone. «Siamo qui per onorare la memoria di Amato – ha detto il sindaco – è nostro dovere oggi, di ogni Istituzione, delle Forze dell’ordine e dello Stato, adoperarsi affinché le ombre e le opacità vengano dissipate definitivamente nella ricerca della verità, che non deve mai cessare. Lo Stato deve essere sempre accanto alle persone che questa verità la cercano. Sempre e senza esclusione. Oggi e tutti i giorni siamo tutti Mario Amato». Successivamente il sindaco si è recata all’Altare della Patria per deporre una corona d’alloro al sacrario del milite ignoto, come prevede il cerimoniale di insediamento del nuovo primo cittadino. Scesa da un taxi, sul quale era salita per poter entrare nella ztl, mentre prima era a bordo di una macchina guidata da un attivista M5S, ha indossato la fascia tricolore accolta dagli applausi dei sostenitori presenti ai piedi del Vittoriano. Poco dopo si è recata al Mausoleo delle Fosse Ardeatine dove sul registro delle autorità ha scritto «mi impegno a raccogliere questa importante eredità per la nostra amata città e il nostro caro Paese». Infine ha deposto una corona di alloro anche al Tempio Maggiore in onore delle vittime della Shoah. Prima della deposizione della corona, Raggi si è intrattenuta a parlare alcuni minuti con il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello. «È stato un incontro molto piacevole, familiare quasi. È una cosa a cui non eravamo abituati perché i suoi predecessori non si erano trattenuti così per approfondire, per conoscere e manifestare una sensibilità particolare» ha detto la presidente della Comunità ebraica.
g.l.

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