Atac, tra goal e polemiche va in scena lo sciopero

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Atac,  tra goal e polemiche va in scena lo sciopero

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«No. Non penso che questo sia in concomitanza. Certo, secca perchè è uno sciopero che sinceramente poteva essere evitato». Anche il direttore Generale di Atac Marco Rettighieri, intervenendo in una trasmissione della Radio Vaticana ha detto cosa pensa di questo singolare sciopero, iniziato ieri sera alle 20.30 e da tutti notato per la peculiare contemporaneità con la prima partita dell’Italia ai campionati europei.
Mentre andiamo in stampa non sappiamo ancora se l’Italia abbia fatto il pieno di goal o meno, ma certamente lo sciopero  ha riempito di polemiche le cronache dei giornali della capitale.
Andando con ordine le motivazioni del sindacato Ugl che ha indetto l’agitazione sono chiare: «Per la richiesta di massima sicurezza nei trasporti pubblici. Attualmente, se ci fossero criticità e un treno della metro dovesse fermarsi in galleria con conseguente evacuazione del convoglio  – ha spiegato il segretario nazionale dell’Ugl Autoferrotranvieri, Fabio Milloch – i passeggeri avrebbero serie difficoltà ad orientarsi poichè si ritroverebbero al buio. Inoltre, su molti autobus l’aria condizionata non c’è o non funziona e, anche se sembra una cosa di minima rilevanza, con le temperature roventi dell’estate gli utenti potrebbero accusare
malori, così come gli autisti, il che costituirebbe un pericolo ulteriore per i passeggeri. Per quanto riguarda l’orario dello sciopero non è stato indetto per consentire ai dipendenti Atac di guardare l’esordio degli azzurri agli Europei in Francia. Chi pensa una cosa del genere, a iniziare da Giachetti,  in malafede. Anzi, l’orario serale, dalle ore 20.30 alle ore 00.30, determinerà disagi minimi perchè la gran parte dei cittadini saranno già a casa per guardare la partita».
A confermare la legittimità dello sciopero ci ha poi pensato l’autorità di garanzia per gli scioperi che in una nota ha ricordato  di aver valutato la legittimità dello sciopero, così come previsto dalla legge e delle norme vigenti in tale settore. «La valutazione dovuta sulla legittimità formale della proclamazione non ha, dunque, nulla a che fare con il merito o l’opportunità della medesima; al riguardo, come in passato, l’Autorità si appella al senso di responsabilità della sigla sindacale, affinchè possa valutare la possibilità di salvaguardare i diritti dei cittadini utenti ed eventualmente, se lo ritiene, di rinviare lo sciopero ad altra data».
In ogni caso sono le polemiche quelle che rimarranno nella memoria generale per uno sciopero che ancora una volta ha evidenziato le tensioni che ruotano attorno all’azienda. Dai microfoni di Radio Cusano Campus è intervenuta anche Micaela Quintavalle, la dipendente Atac e sindacalista “pasionaria” di “Cambiamenti” che ha detto a proposito dello sciopero: «Noi abbiamo scioperato perchè veniamo aggrediti di frequente, sicurezza zero, mezzi fatiscenti, condizioni di lavoro impressionanti. Ci muoviamo per la sicurezza dei cittadini. E’ molto triste che queste cose non vengano dette».

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