Orfini ottimista, Fassina scontento e contestato dai suoi

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Orfini ottimista, Fassina scontento  e contestato  dai suoi
Stefano Fassina

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Ci mancava, ma Orfini è proprio contento del risultato elettorale a livello nazionale così ci spiega, su Facebook, che al voto andavano 24 comuni capoluogo. «Il Pd ne ha vinti al primo turno 3 e arriva al ballottaggio in 17. Sono 4 quelli in cui siamo rimasti fuori. Il Movimento 5 Stelle in 6 non è nemmeno riuscito a presentarsi, in 15 rimane fuori dal ballottaggio. Su 24 comuni capoluogo va al ballottaggio solo in 3: a Roma, Torino e Carbonia».

Oddio, come dice Orfini «fare il calcolo dei voti non è semplicissimo per la presenza di tante liste civiche» anche se il suo partito perde a Roma 70mila voti rispetto al 2013 e almeno 100mila rispetto alle Europee. Ma quello che per il commissario del partiro romano conta è che «rispetto al 2013 il M5S perde mentre il centrosinistra cresce (fonte: Istituto Cattaneo). La Lega scompare, Sinistra Italiana ha un risultato deludente (parole di Fassina, non mie). Questo è il quadro oggettivo, il resto è (legittima) propaganda.» Beh, messa così il Pd dovrebbe fare salti di gioia, ma in Orfini trapela un velo di tristezza quando scrive «rimanere ancora una volta fuori dal ballottaggio a Napoli brucia. E perché in alcuni casi ci aspettavamo di più (Latina ad esempio). Ma leggere questo risultato come un successo grillino è onestamente ridicolo.»

Chi invece non è affatto contento di come sono andate le cose (uno sfacelo) sono i rappresentanti del nocciolo duro di Sel  che, durante una conferenza stampa convocata al Caffe’ Letterario, da Andrea Catarci ex presidente dell’VIII municipio che non arriverà al ballottaggio, la mette giù dura  «tutti – dice il deluso- dobbiamo prenderci la responsabilità di quanto accaduto, partire dal candidato a sindaco, a partire da lui!»

E tanto per non fare nomi aggiunge «la scarsa assunzione di responsabilità di Fassina (che ha invitato a votare scheda bianca al ballottaggio, ndr) è un brutto messaggio.» Con Catarci c’erano ovviamente tutti i coloro che avrebbero voluto coalizzarsi con il Pd, fra questi l’ex capogruppo di Sel e alcuni ex consiglieri comunali più Claudio Marotta ex assessore municipale in VIII Stefano Veglianti (candidato presidente in V municipio), Michela Ottavi (XV), Luigi Di Cesare (IV), Gianna Le Donne (III) e Alberto Belloni (XI).

Brucia sicuramente il fatto che dopo aver fatto il bello e cattivo tempo con Marino, Sel si debba accontentare di una sola poltrona in aula Giulio Cesare. Le dichiarazioni di Fassina alla trasmissione di Agorà su Rai 3 non aiutano a distendere gli animi. «Io andrò a votare – hadetto- ma si può votare anche scheda bianca segnalando una differenza di fondo. Ne discuteremo comunque domani con tutti gli altri». Incontro al quale il coriaceo Catarci ha dichiarato che nemmeno si presenterà. A ben vedere viene rimessa in discussione non solo la posizione di Fassina, ma anche l’alleanza fra verdoliani e Sinistra Italiana che indipendentemente da Roma, è andata maluccio dappertutto. Ma coraggio tanto a sinistra con il Pd si va alla grande, parola di Orfini.

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