Agguato a Ostia: torna la paura

0
Agguato a Ostia: torna la paura

ARTICOLI IN EVIDENZA

Il ministro degli Interni Alfano parlava della diminuzione della criminalità negli stessi istanti in cui a pochi metri di distanza il sangue tornava a scorrere sulle strade di Ostia riaccendendo una faida che sembrava solo quieta sotto la cenere. Vittima Manuel Sannino, 30 anni, genero di Vito Triassi, noto per essere il reggente insieme al fratello Vincenzo dell’omonimo clan e legati con fili d’acciaio alla cosca siciliana dei Cuntrera – Curuana. L’episodio è avvenuto mercoledì alle 14,30 a pochi passi dal X Municipio, in via Vincenzo Vannutelli, una strada stretta tra i cespugli dello spartitraffico e le cancellate del luna park dove in molti durante le ore notturne hanno paura di camminare. Secondo quanto appurato dagli agenti del Commissariato Lido, Sannino che si trova a bordo di una Smart viene avvicinato da due persone in sella ad una moto. I tre forse si sono dati appuntamento poco prima.

 

Motivo dell’incontro dei soldi mancanti nel pagamento di una partita di droga. La discussione si anima velocemente fino a quando uno dei due centauri scende dal veicolo e colpisce alla schiena il 30enne con una coltellata, per poi rubargli l’auto. La vittima, riesce a esplodere alcuni colpi di pistola verso i suoi aggressori in fuga, poi, sanguinante, barcolla per alcuni metri e quindi crolla al suolo in via Cardinal Ginnasi davanti a una delle poche attività commerciali aperte in quell’orario. Non c’è neanche il tempo di allertare le ambulanze perché Sannino viene raggiunto da alcuni amici con cui avrebbe pranzato poco prima dell’aggressione e che lo avrebbero portato al pronto soccorso del G.B. Grassi. Qui viene ricoverato in codice rosso ma le sue condizioni ai successivi accertamenti appaiono meno gravi di quello che si era ipotizzato inizialmente. La vittima viene infatti medicata con una ventina di punti di sutura. Ricoverato, nelle ore successive riceve la visita degli agenti agli ordini della dirigente Rosella Matarazzo. Alle domande dei poliziotti Sannino risponde in maniera vaga e poco collaborativa tanto da far scattare l’arresto anche per lui con l’accusa di favoreggiamento. Si indaga ora per ricostruire l’identità degli aggressori. Nelle mani degli investigatori ci sarebbero le immagini di alcune telecamere presenti in zona che avrebbero ripreso tutte le fasi dell’aggressione.

È SUCCESSO OGGI...