Roma, tra battute e illusioni sfuma la campagna elettorale

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Roma, tra battute e illusioni sfuma la campagna elettorale

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Dopo il noiosissimo confronto televisivo fra i cinque candidati “importanti” alla competizione capitolina in ordine alfabetico Fassina, Giachetti, Marchini, Meloni e Raggi avvenuto su Sky,  volge al crepuscolo questa campagna elettorale romana che ha appassionato solo gli addetti ai lavori. Comprese schiere di esimi giornalisti che si trovano sempre di fronte all’ingrato compito di riempire le pagine. Ora non stiamo a citarvi le dichiarazioni dei candidati e dei loro supporters talora esilaranti, ma riportiamo solo quelle odierne nell’esclusivo interesse dei nostri lettori cultori della materia.

Così partiamo dal commissario del Pd romano Matteo Orfini secondo il quale «il vento (non quello che fischiava..ndr) sta cambiando e siamo ottimisti sul risultato. Mesi fa dissi che Raggi avrebbe fatto fatica ad arrivare al ballottaggio. Vedrete che ci saranno sorprese». Criptico, nel suo aplomb di funzionario del Comintern, ma che comunque ha sottomano i più recenti sondaggi la cui pubblicazione è rigorosamente vietata. «Le sensazioni sono buone – ha aggiunto – All’inizio la nostra scelta di evitare i talk show per immergerci nella città è stata criticata. Abbiamo preso qualche insulto ma siamo tornati tra la gente a lavorare e credo che poco a poco questo stile abbia pagato». Se dovessimo attenerci alle foto pubblicate e alla nostra personale esperienza “di ‘ggente”, alle iniziative del Pd ne abbiamo vista pochina, ma anche poche migliaia potrebbero essere un test interessante.

Il Palmares della giornata andrebbe attribuito, a nostro avviso,  a Roberto Giachetti che mercoledì pomeriggio si presenta con Matteo Orfini all’auditorium, giusto perché le grandi piazze vuote fanno paura. Ebbene (e glielo auguriamo) Roberto afferma  «le elezioni le vincerò io e sarò molto più duro di Raggi nel rivendicare con il governo quello che Roma merita». Poi in conferenza alla Stampa Estera  ha spiegato «spero di non dover dire di no a Renzi…» Con il Matteo nazionale che già si gratta la testa in preda ad una certa preoccupazione, sia mai che si tratti di un figlio ingrato, potrebbe pensare. Giachetti inoltre giustifica il suo ottimismo con la seguente argomentazione «solo tre mesi fa a me veniva attribuito l’8-9% e a Raggi il 50-60%, quindi sulla politica nazionale veniva dato per scontato che io perdessi le elezioni». Ma come?

Verrebbe da dire, un Pd che alle europee ha preso a Roma il 40% si sarebbe ridotto così? Virginia Raggi invece continua a lavorare per la sua ancora misteriosa ‘squadra’ di governo. L’Adnkronos anticipa che ne darà annuncio dal palco di Piazza del Popolo svelando al popolo, in angosciosa attesa, i nomi dei fortunati. Poi, consapevole della delicatezza dell’annuncio atteso con fiducia a Ponte di Nona e al Tufello, l’agenzia di stampa spiega che le bocche sono cucite e massimo è il  riserbo sulle scelte. Evidentemente Virginia teme l’eventualità di trovarsi a competere al ballottaggio con Giorgia Meloni e la butta sulle questioni di genere affermando «è vero siamo due donne, ma c’è donna e donna (sebben che siamo donne…ndr).

Se il passato conta c’è da dire che la Meloni, per quanto donna e futura mamma, è l’ennesima persona messa lì dai partiti per continuare a mangiare la città di Roma». Banchetto al quale la destra alemanniana dal 2008 si era accinta con un certo vigore. Mai stuzzicare le donne, perché  hanno una lingua… Così la Meloni, rivolta alla sua possibile avversaria afferma «ieri al confronto tra candidati su Sky ho chiamato Raggi un po’ consigliera e un po’ avvocato. Direi che è più consigliera perché se guadagna 20mila euro l’anno, come avvocata non fa molto.»

Anche se, per mestiere, sa trattare con la Procura. E poi Giorgia dimentica che lei come deputata di euro ne prende 12.000 e fischia. Ma siccome Giorgia si sente attaccata su due fronti, quello grillino e quello piddino, scherza su Giachetti e rionizza «è un po’ che non sono aggiornata sulle sue vicende personali. Credo che (Giachetti) non sia monogamo. Secondo me è farfallone. E questo lo dico a vantaggio dei romani, perché capiscano chi vanno a votare perché uno che è farfallone con le donne, figuriamoci con le città.»  Lo ha detto tra il serio e il faceto, ma l’ha detto proprio lei che si è presentata al family day senza essere sposata e per di più incinta.

Giuliano Longo

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