Ma l’Atac è protetta da San Filippo Neri?

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Ma l’Atac è protetta da San Filippo Neri?

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Maggio oltre che il mese Mariano è anche quella delle ricorrenze come quella odierna di san Filippo Neri che dovrebbe essere, non si sa bene perché, il protettore di tranvieri e autisti romani. Ma visto che siamo in tema di ricorrenze, proprio nel maggio del 1998 fu pubblicata una notizia “bomba”,  che addirittura preludeva all nascita di un nuovo soggetto imprenditoriale a capitale misto pubblico-privato, debitamente enfatizzata dalle cronache lo locali di Repubblica.

Scriveva il quotidiano  «la tregua in maggioranza è finita, e inutilmente il centrosinistra, spinto dalle urla dei militanti di An che manifestavano due settimane fa sotto le finestre del Campidoglio per il caos traffico, hanno rimandato il nodo della municipalizzata, stralciando dal documento comune sui trasporti il capitolo sul futuro dell’Atac.» Eh si, perché nelle intenzioni della Giunta Rutelli avrebbe dovuto partire Atac 2, la vendetta. Eppure Atac 2 piaceva alla Cisl, all’allora assessore Ds di Roberto Morassut («è un piano industriale condivisibile, si profila un’azienda pubblica aperta all’economia cittadina.»). Addirittura ai Verdi che con Silvio Di Francia auspicavano un’accelerazione sulla via dell’innovazione per impedire la dissoluzione dell’Atac, che evidentemente già da allora cominciava a sciogliersi nel rosso dei bilanci e nei debiti.

Il modello proposto allora dall’assessore alla mobilità Walter Tocci e dal presidente della municipalizzata, Mario Di Carlo, era quello di Atac 2, subconcessionaria di Atac 1, con un azionariato aperto al personale e ad altri soggetti imprenditoriali. Insomma una sorta di privatizzazione  da public company. Sin da allora la partita dei trasporti entrava nella fase finale (è quasi sempre una fase finale), mentre la Pisana si apprestava a varare il nuovo Cotral spa, con dentro Regione, Province ed Fs, ed era incerto ancora il futuro delle metropolitane. Ma per queste il Comune aveva già pronta la ricetta: «una società nuova di zecca, che raggruppi tutto il “ferro” di Roma, tram compresi.

Un’azienda “costola” della futura capofila Atac spa, aperta ai privati sul modello industriale “leggero” di Atac 2». Insomma, una ideona come tante sfornate dalla politica creativa in questi quasi 20 anni, ma evidentemente Atac, protetta da San Filippo Neri rimane lì, tetragona, immarcescibile a macinare debiti su debiti a carico dei contribuenti e non solo romani.

Giuliano Longo

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