Stella Egitto in Romanzo Siciliano, ecco uno dei bellissimi volti della nuova fiction

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Stella Egitto in Romanzo Siciliano, ecco uno dei bellissimi volti della nuova fiction

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Giovane emergente che ha fatto perdere la testa a Giovanni Vernia nel film “Ti stimo fratello”, commedia comica che l’ha resa nota al grande pubblico, Stella Egitto (classe 1987) guarda avanti e non vuole fermarsi. Già con un grande bagaglio d’esperienza, tra teatro, tv (“Distretto di Polizia”), web e cinema (dall’esordio nel 2009 con “Sulla strada di casa” di Emiliano Corapi al thriller del 2012 “Echoes” di Andrea La Mendola) si dice pronta per il grande passo e guarda al futuro con assoluto ottimismo in attesa del film di Pif, “In guerra per amore”, che la vedrà protagonista a fine ottobre. Intanto Stella Egitto si gode il momento e da domani sarà sul piccolo schermo nella nuova fiction di Mediaset “Romanzo Siciliano”, serie di otto puntate che andrà in onda in prima serata su Canale 5, prodotta da TaodueFilm, diretta dal regista Lucio Pellegrini e interpretata da Fabrizio Bentivoglio, Claudia Pandolfi e Filippo Nigro, basata sulla lotta tra bene e male, stato e mafia.

Ci racconta il suo personaggio nella fiction “Romanzo Siciliano”?

«Sarò Monica Vitale, una giornalista, sostanzialmente innamorata del suo mestiere e del suo compagno interpretato da Gabriele Corsi. Durante la storia accadrà qualcosa che sconvolgerà profondamente il mio personaggio, lo vedremo affrontare questa nuova realtà con grande forza e grande coraggio e metterà a servizio della società la sua professionalità, il suo vigore, la sua etica e la sua legalità».

Ha avuto difficoltà nell’interpretare questo ruolo?

«Sono siciliana, di mafia ne abbiamo già sentito parlare tanto. Grazie al cielo non si smette mai di raccontare e aderire a questo progetto non mi è costato. Non è un grande ruolo ma l’ho accettato due anni fa perché anche se non di grande presenza e partecipazione, è un personaggio che ho molto amato perché intenso».

Per lei nata a Messina, in Sicilia, il tema della mafia in “Romanzo Siciliano” la avrà toccata particolarmente…

«Certo, ma se non fossi siciliana la sensibilità penso sarebbe la stessa, per questa grande piaga culturale che abbiamo. Credo siamo tutti sensibilizzati nello stesso modo a prescindere dalle origini. Io da quando sono nata sono stata educata a quello che la mia terra ha vissuto e con cui convive tutt’ora. Sicuramente il mio essere nata e vissuta lì per 18 anni ha influenzato la mia sensibilità nei confronti di questo ruolo. Lavorare nella mia terra comunque è stato un onore, muoversi in un territorio già familiare su tanti fronti è una cosa che tira fuori il meglio di sé».

C’è un’attrice a cui si ispira? Un attore o un’attrice o un regista con cui vorrebbe lavorare in futuro?

«Teatralmente ce ne sono due a cui mi ispiro: Manuela Mandracchia e Monica Piseddu, che non tutti conoscono ma per me sono due attrici teatrali di profondità. Cinematograficamente mi piacerebbe diventare brava e intensa come Maria Pia Calzone (la Immacolata Savastano della serie tv “Gomorra”, ndr) per non andare nei soliti riferimenti americani piuttosto che storici come la Magnani. Ho avuto occasione di vederla recentemente in Gomorra che mi sono sparata in due giorni e l’ho trovata meravigliosa. È un’attrice che può stare zitta e contemporaneamente dare peso. Di registi ce ne sono tanti, con Garrone o Sorrentino vinco facile, ma dico Crialese».

stella egitto foto mangiu

(Foto di G. Mangiù – per gentile concessione)

Parliamo un po’ di Stella Egitto: dov’è cresciuta? Dove vive attualmente?

«Nasco e cresco a Messina fino a 18 anni. Dopo il diploma, dopo aver maturato la decisione di voler fare questo mestiere, mi trasferisco a Roma dove provo e riesco al primo tentativo ad entrare nell’Accademia dove trascorro un trienno intensissimo in teatro che mi ha impegnato h24 e non mi ha permesso di godermi a pieno la città. Roma mi ha abbracciata, mi ha permesso di fare questo grande passo in giovane età e lontano da amici e parenti. La adoro, trovo che sia complessa ma allo stesso tempo aperta, e ti dà la possibilità di scegliere, cosa che mi mancava a Messina. Abito vicino San Pietro, vivo in affitto da sola e sto molto bene. Ancora oggi cammino guardando all’insù per le strade. Anche se ovviamente impazzisco quando trovo il lungotevere bloccato! Roma mi ha sicuramente cambiato la vita!».

Lei è molto giovane ma hai già fatto tante esperienze tra teatro, cinema, tv e web. Si sente pronta per il grande passo? Presto uscirà il film che la vedrà protagonista con Pif (“In guerra per amore”)…

«Sarò la co-protagonista. Se sono pronta? Spaventata ma felice, curiosa, non vedo l’ora! Anche quella è stata una grande esperienza in cui ci ho messo tanto amore. Lavorare con Pif è fantastico, lui è un grande autore, di grande sensibilità e autorialità. È un autorevole e non un autoritario. È una persona che ti sa portare per mano nel suo immaginario e penso sia uno dei doni che tutti i registi dovrebbero avere. “In guerra per amore” (in uscita a fine ottobre, ndr) credo ricalchi un po’ quella sua magia che abbiamo ammirato nel primo film (“La mafia uccide solo d’estate”, ndr). È una storia bellissima, un film d’epoca ambientato nel 1943 in cui ho avuto un ruolo splendido di grande responsabilità: essere una mamma in quegli anni difficili. Sarà un film molto intelligente e spero di essere stata all’altezza. Io ce l’ho messa tutta e sono prontissima!».

Tornando a “Romanzo Siciliano”, c’è un aneddoto che ricorda con piacere? C’è stato un attore o un’attrice che l’ha aiutata particolarmente?

«Un aneddoto in particolare non c’è. Abbiamo avuto il piacere di girare in Ortigia, uno dei posti più belli del mondo, il centro storico di Siracusa e mi ricordo le cene di fine riprese e le grandi risate con Ninni Bruschetta, Giuseppe Loconsole, Alessio Vassallo, Gabriele Corsi, Paolo Calabresi. Loro sono stati i miei amici più stretti con cui mi sono divertita molto. Di giorno si lavorava tosto sotto il sole, ma la sera si decomprimeva quella che è po’ la bolla di tutti i set e ci si divertiva molto con le cene all’aperto in una location fantastica. Mi sento di ringraziare tutti loro».

Lei è siciliana e in “Romanzo Siciliano” hai interpretato una giornalista. Che idea si è fatta sul caso di Pino Maniaci, giornalista di Telejato al centro delle polemiche?

«Non so qual è la verità. Sono arrabbiata solo per dovermi porre il problema. Spero che tutto il brutto che sta uscendo non sia vero perché sarebbe una grande delusione».

Leonardo Esposito

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