Elezioni, che a vincere sia ancora una volta l’astensionismo?

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Elezioni, che a vincere sia ancora una volta l’astensionismo?

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Non sarà una novità per molti, ma a Roma, Milano, Napoli e Torino il 51% degli elettori effettuerà la propria scelta pensando al candidato e prescindendo dal partito che dovrebbe rappresentare. Questo è il dato che emerge dall’indagine condotta dal 2 a 4 maggio dall’Istituto Demopolis ad un mese dall’appuntamento elettorale. Per tutte le 4 le città si profila il ballottaggio, ma a Roma andrebbe sicuramente al ballottaggio la candidata M5s Virginia Raggi con un consenso che oscilla fra il 26 e il 30%. Alle sue spalle, si profila per il Campidoglio una complessa partita a 3 tra Marchini che ha nettamente recuperato dopo l’abbandono di Bertolaso, Giorgia Meloni e Roberto Giachetti, che otterrebbero oggi un consenso intorno al 20% come già anticipato da questa testata. «Lo scenario appare in costante evoluzione – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – ma nella Capitale, il clima di disaffezione dei cittadini verso la politica è molto alto perché  meno di 1 cittadino romano su 2, il 47%, ha già deciso quale candidato sindaco votare, mentre oltre un terzo degli elettori è intenzionato a disertare le urne». A complicare ulteriormente la situazione potrebbe intervenire il numero di schede bianche e il voto disgiunto che prevede la possibilità per l’elettore di esprimere due voti, uno per la scelta del partito, l’altro per la scelta del candidato e di esprimere la preferenza anche per un candidato di un partito diverso da quello scelto. Grande sviluppo della campagna elettorale su Facebook ma questa volta con dati certi. Sul podio Giorgia Meloni che in una settimana passa da 551.175 “mi piace” a 559.293, con un incremento dell’1,5%. Chiude la classifica su Facebook Stefano Fassina con un incremento di popolarità del’1,2%, passando da 24.934 a 25.240 nuovi fan. Per quanto riguarda i Google trend Virginia Raggi suscita maggiore curiosità nel web rispetto agli avversari con un volume  di ricerche sul suo nome   pari a 12 secondo valori che Google attribuisce  da 0 a 100. Poco distante dalla pentastellata  stelle troviamo Marchini con un volume di ricerche pari a 11, poi Giorgia Meloni con 9 mentre Giachetti è al 2 e Fassina a 1. Vista così pare che i candidati della sinistra non suscitino una grande curiosità fra il popolo della rete.
g.l.

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