La Rai di Andrea Fabiano che taglia e non cuce

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La Rai di Andrea Fabiano che taglia e non cuce
Rai Uno, il direttore Andrea Fabiano loda la fiction

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Una bella intervista su il Messaggero quella rilasciata da Andrea Fabiano, sta imparando alla svelta il nuovo linguaggio da altissimo dirigente: il “Fuffese”, una serie di belle ma soprattutto fumose parole che sembrano riempire l’aria di chissà cosa ma che se vai a stringere ti fanno ritrovare tra le mani nient’altro che i tuoi polpastrelli. Un capolavoro la definizione di “Rischiatutto”: “Recuperare un pezzo della nostra storia e riproporlo in chiave contemporanea fa parte della strada che come servizio pubblico vogliamo intraprendere”. Ci aspettiamo anche il ritorno di “Portobello 2.0” con un pappagallo robot e di “Milleluci reboot” non appena la magistratura avrà fatto luce su di un giro poco chiaro di favori nei confronti di una ditta in particolare da parte di alcuni direttori della fotografia.

SULLA FICTION – E anche sulla fiction è preparatissimo il nostro Fabiano che da oggi si candida a diventare “Fabiano il Fuffa” e non più “il Giovane” che ci si stanca in fretta anche dei soprannomi. E alla domanda vagamente scomoda sull’invendibilità all’estero delle nostre produzioni ecco la magistrale risposta: «Abbiamo cominciato a farcene carico con precise scelte editoriali: dal tipo di storie, ai formati e ai linguaggi più attraenti per il mercato internazionale. É chiaro che non si può cambiare tutto di punto in bianco. Su alcuni prodotti un cambiamento già c’è stato e i segnali sono arrivati. Penso ad esempio a “Il Sistema”, fiction anche questa di impegno civile, che abbiamo lanciato su RaiUno e presentato a Cannes». Eh! Non si può mica cambiare tutto di punto in bianco, e poi abbiamo “Il sistema”,  lo abbiamo presentato a Cannes… e certo per andare all’estero basta presentarsi a Cannes poi però dopo i convenevoli chi comprerà mai una terrificante fiction che prova a ripercorrere le scie di Gomorra e Suburra in Chiave molto ma molto più soft? Ma Fabiano per quanto già padrone del “Fuffese” si rende conto che se si ferma qui qualcosa non tornerebbe: e mica Raiuno campa solo di Fiction e dei bei varietà ripescati dal cilindro o dai programmi di Carlo Conti… eh no! La vera “Fuffa” si fa con l’impegno civile, anima stessa del servizio pubblico, dai che tra poco si rinnova pure la concessione, facciamo vedere che siamo attivi sul fronte dell’informazione ma di quella impegnata, quella che smuove le coscienze e fa rinascere la società civile: ecco il virgolettato a beneficio della futura memoria: “Dall’altra l’offerta della Rete in cui il lavoro sarà sempre più quello di cercare di andare verso la profondità dei fatti. Vogliamo proporre nuove formule di racconto della realtà. Due esempi concreti: il format di “Petrolio”, di fatto un reportage per immagini, o quello di ”Cose nostre”, un programma che abbiamo lanciato a gennaio e che racconta storie di giornalisti minacciati dalla criminalità». Fabiano c’ha una fissa con questo “Cose nostre”: se lo gioca a piè sospinto, pure in Commissione di vigilanza, quando stavano per farglielo a strisce sottili per aver autorizzato una NON intervista al figlio del più grande mafioso di tutti i tempi lui ha tirato fuori questo programma di terza serata a sua difesa, decente forma di servizio pubblico sulla vita dei giornalisti minacciati dalle mafie, niente che TV7 o Speciale Tg1 non possano fare e che infatti hanno già fatto in passato senza tanto clamore. Ma nel regno di Fuffalandia se fai un peto puoi dire che è arrivata la bufera e quindi FERMI TUTTI abbiamo fatto “Cose nostre” e lo manderemo pure in prima serata. Quando? Il 4 Luglio! 4 Luglio? Anche in Tv è arrivata la politica degli annunci e più sono roboanti più sortiscono effetto.

GLI ANNUNCI – “Il 23 dicembre inaugureremo la Salerno-Reggio Calabria”. Berlusconi in questo ha davvero fatto scuola e c’è chi è ancora in fila fuori al ristorante pieno alla faccia della crisi. Ma in tutte le storie anche quelle più zuccherose c’è sempre un “Ma” e anche in questa nuova Rai1 annunciata da Fabiano con programmi bellissimi, di successo e di impegno civile c’è n’è uno ed è il “Ma la cultura?” Perché, a parte le rubriche culturali del Tg Rai1 ha un solo programma dedicato quotidianamente alle forme della conoscenza siano esse pubblicazioni letterarie, mostre, spettacoli teatrali, cinema (poi c’è Marzullo ma quella è un’altra storia) ed è “Il caffè di Raiuno” in onda alle 6 del mattino (si, quando la maggior parte del mondo dorme ancora, gli dovesse far male appassionarsi). Ecco, il neo direttore Fabiano annuncia su tutto ma non sulla chiusura dell’unico spazio quotidiano, ancorché mortificato, dedicato alla cultura che la sua rete ospita. Ci sarà ancora per tutta l’estate ma non a Settembre quando al suo posto si è pensato bene di dare una finestra a Rai news 24. Notizie prima delle notizie visto che a Uno Mattina quello si fa con un’edizione del Tg praticamente ogni mezz’ora e in studio commenti con esperti ed editoriali di Franco Di Mare. Pesi e misure diverse a “Fuffalandia” perché è bello riempirsi la bocca di una prima serata a Luglio annunciata ad Aprile e siamo sicuri che in tre mesi di preparazione verrà fuori un grandissimo ed eccelso lavoro ma deve essere scomodo annunciare la chiusura di una mezz’ora di quotidiana tv di servizio su un palinsesto di 24 ore che di culturale ha da mostrare piuttosto poco. Ignoriamo se sia tutta farina del Fabiano o se siano indicazioni di Campo Dall’Orto. Ci sentiamo però di lanciare un avvertimento: anche il direttore delle risorse umane Valerio Fiorespino ha seguito delle indicazioni. E con questo è giunto il momento di sorseggiare un buon caffè!

Bob

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