Roma non può esportare i rifiuti ma la Regione blocca gli inceneritori

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Roma non può esportare i rifiuti ma la Regione blocca gli inceneritori

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Mentre la Regione si ostina a non voler attivare la terza linea di smaltimento dei rifiuti, come vorrebbe il decreto del Governo e lascia inattiva la linea di massificazione di Malagrotta, dice no al trasporto di 160 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati in Germania. Un maxi appalto che l’Ama aveva aggiudicato a febbraio per liberarsi dal rapporto con Cerroni e i suoi impianti.

Il timore è che l’esportazione dei rifiuti renda attiva quella procedura d’infrazione dell’Unione Europea avviata da tempo e che potrebbe costarci milioni di euro. Questo spiega l’accumularsi dei rifiuti in numerosi Municipi di Roma come abbiamo già segnalato dopo che Ama aveva fermato il trattamento dei rifiuti nel tritovagliatore di Rocca Cencia. A febbraio la municipalizzata aveva assegnato la gara per il trasporto e il trattamento di rifiuti all’estero di 160mila tonnellate all’anno, per 138,5 euro a tonnellata, 5 euro in meno di quanto Roma paga per gli impianti di trattamento di Cerroni a Malagrotta. Un risparmio di 2,5 milioni in 4 anni previsti dall’accordo con la tedesca Enki, pronta a portarsi e bruciare in Germania il 20% dell’indifferenziata prodotta da Roma. I problemi sono sirti quando la direzione regionale del settore rifiuti  ha bloccato l’autorizzazione per chiedere un parere al Ministero dell’Ambiente. Il Ministero ha risposto giovedì confermando che non serve un accordo internazionale per portare i rifiuti in Germania, ma si corre il rischio che il Lazio finisca per pagare la salatissima e prevedibile multa UE.  «Abbiamo verificato il fabbisogno regionale – spiega l’assessore ai Rifiuti, Mauro Buschinie solo in base a questo abbiamo dato una risposta che comunque non è un no definitivo.» E senza tema di smentita l’assessore aggiunge «nel Lazio non c’è un’emergenza rifiuti». Ma, verrebbe da aggiungere “a Roma si“, l’assessore non se ne accorge perché risiede a Frosinone che certo con i rifiuti non se la passa alla grande. A questo punto Ama deve usare i suoi due impianti Tmb, i due di Malagrotta della Colari e quello di un altro privato ad Aprilia. Quindi i tritovagliatori di Cerroni messi alla porta rientrano dalla finestra. In verità è da un paio di anni che l’ad di Ama Fortini promette di realizzare il compattatore a Rocca Cencia con l’avvio del primo eco distretto che insieme agli altri impianti già esistenti sarebbe sufficiente per lo smaltimento. D’altra parte la procedura d’infrazione europea sulla gestione dei rifiuti secondo il Radicale Alessandro Capriccioli, potrebbe costare 11 milioni solo per il Lazio.

Allora ricapitoliamo. I rifiuti all’estero non si possono mandare perché nonostante l’operazione già costi un occhio della testa, con l’infrazione europea costerebbe anche di più. Fortini in attesa dell OK regionale blocca Rocca Cencia e non vuole utilizzare l’impianto di Cerroni, brutto e cattivo. L’assessore Buschini non vuole invece il terzo impianto di smaltimento nel Lazio che sarebbe quello di Malagrotta (fermo da almeno due anni) e addirittura gli amministratori locali continuano a manifestare contro il termovalorizzatore di Colleferro. A Roma non c’è più il gassificatore di Malagrotta ma a Frosinone sì. Nel frattempo si transustanzia il miracolo della raccolta differenziata che ormai a Roma sta al 40% e nel Lazio al 30%. Domanda uno: al governo sono tutti scemi quando indicano la necessità di una terza linea di smaltimento nel Lazio? Domanda due: perché al Nord Italia e in Europa si continuano a bruciare i rifiuti con tutte le moderne garanzie ambientali guadagnandoci anche un bel po di soldoni? Terza e ultima domanda: non è che quella contro gli impianti industriali sia una posizione ideologica e demagogica nei confronti di popolazioni che vicino al proprio giardinetto non vorrebbero neanche i bidoni della monnezza? Giriamo le domande al neo assessore Buschini.

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