La dea Feronia torna nella valle del Tevere

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La dea Feronia torna nella valle del Tevere

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La Dea Feronia è tornata nel suo tempio e ha ripreso a portare fertilità nella Valle del Tevere.  Fertilita di idee e iniziative  per far sì che lo scrigno di tesori arrivati fino a noi dal popolo Capenate e custodito da oggi in una moderna struttura ed attrezzata tecnologie innovative, sia l’inizio di una rinascita per l’intera area. Così sembra suggerire l’immagine multimediale della Dea che accoglie all’ingresso del museo i visitatori e questo è l’augurio silente, la speranza, che veniva dalle centinaia di persone che hanno riempito le vie dell’antico insediamento romano voluto da Giulio Cesare e realizzato da Cesare Augusto.

Dopo anni intensi lavori e con una spesa di circa 3 milioni di euro, l’area ha aperto al pubblico, in una veste completamente nuova  e con un percorso di visita che per la prima volta riunisce la suggestiva area archeologica di VI-III secolo con l’annesso Antiquarium, nel comune di Capena, e la villa dei Volusii Saturnini, nel comune di Fiano Romano che si trova proprio all’interno dell’area di servizio della A1. Il percorso è strutturato in modo innovativo e dona suggestioni non fugaci. Dai magazzini della sovrintendenza sono emersi e messi in mostra gli ”invisibili”, reperti di assoluta bellezza negati al pubblico da sempre perchè custoditi nei depositi.

I lavori effettuati hanno creato lo spazio perchè questi tesori potessero trovare un loro adeguato spazio espositivo. Si va dalle statue rinvenute nel sito, ai gioielli, agli utensili. In questa mostra c’è la vita di una comunità importante e che svolgeva un ruolo cruciale nel controllo della zona a ridosso dei popoli Sabini e per l’approvvigionamento  di Roma verso cui i prodotti venivano inviati utilizzando il porto sul Tevere che scorre  a breve distanza. L’operazione restituisce dunque all’area della Valle Tiberina  un luogo dell’anima “finalizzato –  come ha detto la Sovrintendenza – non solo al recupero della memoria storica delle comunità di Capena e di Fiano Romano, ma anche di un
elemento funzionale a integrare e ricucire il paesaggio circostante,
che ancora per alcuni ampi tratti conserva le caratteristiche
originarie di antico luogo di transito di uomini, merci e idee lungo
il fiume”. Il ritorno a casa della Dea Feronia può forse aiutare il miracolo di una rinascita e di una sviluppo dell’area che non più puntato solo sul cemento.

Luca Benigni
Barbara Scarafoni

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