Se Dinoi non è più dei nostri

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Se Dinoi non è più dei nostri

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Che a  due giorni dalla presentazione delle liste  che sostengono la candidatura in Campidoglio di Roberto Giachetti saltassero fuori  vari maldipancia per la loro composizione, era pressoché inevitabile. Ma questa volta l’agenzia Dire (forse ispirata?)  svela un retroscena  sull’esclusione last minute dell’ex consigliere capitolino Mino Dinoi.

ELETTO CON MARCHINI

Eletto nel 2013 nella Lista Marchini con encomiabile coerenza ne uscì il giorno dopo la vittoria di Ignazio Marino per confluire Gruppo misto. Alfio allora la prese con grande stile annunciando in conferenza stampa che l’uscita di Mino dal suo gruppo meritava un brindisi con lo champagne. Battuta signorile come suo costume, ma che riduceva la consistenza del suo gruppo in Aula Giulio Cesare ad un solo consigliere oltre a lui, nella persona di Alessandro Onorato. In effetti, anche grazie al rapporto con il consigliere regionale Baldi, Mino un po di preferenze ne tirava su Roma, per cui in un primo momento il suo nome risultava fra i più quotati per la lista ”Più Roma” che fiancheggia Giachetti, poi succede qualcosa e il Dinoi scompare dalla suddetta lista. Secondo la Dire sarebbero bastati due tweet di Mariano Rabino, vicesegretario nazionale di Scelta civica, che chiamavano in causa direttamente Giachetti ad affossare Mino.

ESCLUSA LA RICANDIDATURA

Secondo questo retroscena  a Dinoi sarebbero state chiuse le porte della riconferma in Campidoglio ed offerta solo una candidatura in un Municipio, a causa del suo rifiuto a firmare le dimissioni lo scorso ottobre insieme agli altri 26 consiglieri capitolini per staccare la spina a Ignazio Marino. Vendetta del terribile Kommisar del Pd romano Matteo Orfini? Scelta autonoma o ispirata a Giachetti? Chissà, resta il fatto che il Dinoi non l’ha presa proprio bene e qualcuno vicino a lui spiega che  «anche Riccardo Magi non ha firmato (per le dimissioni di Ignazio ndr) e lo candidano nonostante stia montando un casino sul referendum per le Olimpiadi.» Sarà, ma Riccardo Magi è un Radicale come Giachetti che ha la doppia tessera con il Pd e soprattutto potrebbe portare un po di voti dai seguaci dell’immarcescibile Pannella. E Dinoi? Vabbè, s’accontenti poteva andargli peggio.

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