Spiagge di Ostia, i rilievi di Anac gettano ombre sul ritorno alla legalità

0
Spiagge di Ostia, i rilievi di Anac gettano ombre sul ritorno alla legalità
Ostia uomo

ARTICOLI IN EVIDENZA

Sono «numerosi profili di illegittimità nell’affidamento dei servizi balneari nelle spiagge libere di Ostia» scrive l’Anac (autorità anticorruzione). La prima riguarda l’assenza negli atti di gara di qualsiasi indicazione sul valore economico della concessione. Anomalie che potrebbero costituire un rischio di corruzione, come viene riportato nel fascicolo inviato al prefetto Domenico Vulpiani, commissario a Ostia,   al direttore del Municipio Cinzia Esposito, al commissario Francesco Paolo Tronca, alla prefettura di Roma, e  per conoscenza, alla Uisp che con Libera (associazione antimafia) aveva ricevuto la concessione proprio sul lotto 8 e aperto uno stabilimento balneare.

DUBBI ANCHE SULLA COMMISSIONE

Forti dubbi vengono espressi anche sulla commissione di gara «visto che era composta da quattro membri e non da un numero dispari» inoltre manca il Codice identificativo di gara considerando che il bando riguardava non solo servizi, ma anche appalti per lavori di manutenzione. Infine, dalla documentazione esaminata dall’Anac non emerge se il X Municipio di Roma abbia fatto le verifiche antimafia adeguate. A seguito delle osservazioni di Cantone Libera decideva ieri di riconsegnare con un anno di anticipo la spiaggia Libera Spqr che le era stata assegnata con il contestato bando pubblico.

LIBERA LASCIA LA “SUA” SPIAGGIA

Secondo numerosi esponenti della sinistra l’incompetenza amministrativa penalizza l’associazionismo che è sempre stato in prima linea contro le infiltrazioni mafiose, ma vi è anche una sinistra ambientalista che con Angelo Bonelli dei Verdi che plaude alle  osservazioni di Cantone, ma alza il tiro osservando che le spiagge libere «rappresentano una parte del problema sulla gestione delle spiagge ad Ostia.» Per questo Bonelli chiede  che l’Anac «allarghi le sue valutazioni anche sulle concessioni delle strutture balneari che nel corso degli anni hanno cementificato il litorale di Ostia rendendo impossibile la visibilità e il libero accesso al mare.» Secondo i Verdi  in molti stabilimenti balneari sono stati compiuti abusi edilizi, mentre il computo delle superfici,  ai fini del pagamento della concessione, è avvenuto attraverso autocertificazione. Per questo chiedono a Cantone di aprire il fascicolo su quegli  stabilimenti «per verificare se i ”fattori di rischio”  corruzione sono penetrati in questo ambito.»

Giuliano Longo

È SUCCESSO OGGI...