La Rai che non ti aspetti ma che ti fa aspettare (sulle nomine)

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La Rai che non ti aspetti ma che ti fa aspettare (sulle nomine)
Rai Uno, il direttore Andrea Fabiano loda la fiction

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Il tempo va, passano le ore e finalmente faremo… le nomine, canterebbe Alex Britti se dovesse ricantare la sua celebre canzone. Sono passati quasi 2 mesi dalla sua nomina formale fatta al Cda il 18 febbraio e Fabiano il giovane non ha ancora composto la squadra di titolari che scenderanno in campo per pilotare la rete ammiraglia sulle strade digitali. Il tempo è la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi, lo dice Wikipedia e noi ci crediamo.
A viale Mazzini un po’ meno, perché lì il tempo scorre in maniera diversa, soggetto ad altre leggi, ad altri fusi orari. Son passati sette mesi affinché Antonio Campo Dall’orto partorisse le tanto agognate nomine e in un batter d’occhio altri due per i vicedirettori: 7 + 2, nove mesi, alla fine i tempi della natura son quelli e forse siamo noi a sbagliare, ad essere così frettolosi. Del resto queste dei vicedirettori son nomine serie, non possono farsi con leggerezza: son loro che portano avanti la carretta quotidiana e non si possono commettere sbagli. Senza contare che “l’affaire Vespa” ha complicato, e non poco, le cose generando un ulteriore ritardo.
E’ di ieri l’audizione in Commissione di Vigilanza Rai di Andrea Fabiano e del Direttore editoriale per l’Offerta Informativa Carlo Verdelli che difendono a spada tratta il proprio operato: l’uno sapeva e insieme all’altro approvava, l’altro sostiene che non è lì per censurare: sembra il gioco delle tre carte che si fa ormai solo fuori a certe aree di sosta sull’autostrada. Pare comunque si sia agli sgoccioli e che i nomi arriveranno entro questo fine settimana. Ma, per restare sempre in tema Rai e citando una fiction recente, visto che “come fai sbagli”, è sempre bene usare il condizionale: i nomi che circolano potrebbero essere stati immessi nel circuito proprio per favorirne la “bruciatura” o comunque per depistare l’attenzione dai veri candidati. Se dovessero essere confermate, queste le pedine del nuovo organigramma: vien dato per certo il ritorno all’ovile di Roberta Enni, non più al cinema ma a ricoprire il seggio lasciato vacante da Andrea fabiano, ovvero Palinsesto e Marketing, poi c’è la conferma di Rosa Anna Pastore, lanciatissima e di nuovo in corsa dopo il felicissimo stop per la maternità. Sarebbe tempo di addi per Ludovico Di Meo che saluterebbe la sua poltrona non si sa per quali altri lidi: con questa nuova dirigenza una cosa è certa, nulla è più scontato e ciò che fino a ieri era prassi consolidata oggi è carta straccia. Si vocifera di una new entry, si fa per dire: Andrea Sassano che da direttore delle risorse televisive verrebbe buttato nella mischia della produzione di contenuti che di risorse ne ha sempre meno e poi come dimenticare quel nome che viene dalla radio circolato qualche tempo fa, quella Paola Marchesini che da Radio2, la rete che più ha provato a ibridarsi con la tv negli ultimi anni, da Fiorello a Lillo e Greg a Radio2 Social Club con Luca Barbarossa e Andrea Perroni verrebbe a cimentarsi con una delle vice-direzioni di Rai Uno. E, nella ridda di voci, c’è anche spazio per un gran rifiuto: sarebbe il caso di Claudio Fasulo, che avrebbe declinato l’offerta della vice direzione di rete per non abbandonare la postazione a lui più congeniale di capo della struttura dell’intrattenimento di Rai Uno.
Aggiungere a questo scenario la mancanza di un palinsesto estivo ufficiale e una bozza di palinsesto invernale che curiosamente si ferma a dicembre e il quadro è completo. Completo si fa per dire…

Bob

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