Cimici nel letto, denunciato albergo nel degrado

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Cimici nel letto, denunciato albergo nel degrado

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Nella giornata di ieri la Polizia di Roma Capitale è intervenuta, con personale del Nucleo per i Controlli delle Attività Ricettive, in un albergo nei pressi della Stazione Termini. La struttura, facente parte di una catena alberghiera, era già stata sanzionata in passato per i medesimi motivi. L’intervento è scaturito a seguito della segnalazione di un turista italiano, che durante il suo soggiorno era stato punto nel letto da insetti, poi rivelatesi cimici, ed era stato costretto a recarsi al pronto soccorso per la necessaria profilassi.

CIMICI E SPORCIZIA NELL’HOTEL

Il sopralluogo nell’hotel, avvenuto congiuntamente ad ispettori della Asl, ha evidenziato uno stato igienico insufficiente: scarsa pulizia, umidità diffusa con muffa, distacco di intonaco dai muri e presenza di insetti in alcune stanze (cimex lectularius). Le cucine e la sala colazione dell’albergo erano ubicate nel seminterrato, la sala colazione era priva di finestre, mentre la cucina appariva con pareti e soffitto screpolati, con distacco dell’intonaco e tracce di muffa. A questo c’è da aggiungere il riscontro di alcune irregolarià di tipo amministrativo, ed un aumento della capacità ricettiva di 8 posti. Così la Polizia di Roma Capitale.

ISPEZIONI ANCHE NEL LETTO

Su espressa indicazione del turista è stato ispezionato il letto, ove è stata prelevata una cimice trovata tra le lenzuola. Al termine del sopralluogo, il personale Asl ha disposto la chiusura di una delle stanze e l’obbligo di effettuare tre disinfestazioni. In tempi successivi effettuerà un ulteriore controllo dell’intera struttura, con personale del Sian e dello Spresal del Dipartimento di Prevenzione della Asl. Dall’inizio dell’anno, in considerazione del Giubileo della Misericordia, su specifica indicazione della Prefettura di Roma e del Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca, sono stati intensificati i controlli sulle attività ricettive, con particolare riguardo a quelle totalmente abusive. che si pubblicizzano su specifiche “app” e su siti internet.

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