Elezioni, tutti i candidati scrutano la sfera di cristallo dei sondaggi

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Elezioni, tutti i candidati scrutano la sfera di cristallo dei sondaggi

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Ai sondaggi nessuno dei candidati al Campidoglio fa finta di credere, ma sotto sotto tutti li compulsano nervosamente e addirittura se li fanno fare anche non ufficialmente.  Come nel caso del Pd romano che dava per scontata la vittoria di Roberto Giachetti contro Morassut uscito piuttosto malconcio dalla competizione. A dimostrazione che quando le cordate si muovono sulle preferenze qualche migliaio di voti riescono pur sempre a muoverli. Ma se confrontiamo i vari sondaggi pubblicati sino ad oggi è evidente che Giachetti risale nel gradimento del ‘popolo’ e si qualifica candidato sicuro al ballottaggio. Un bel risultato per un Pd che prima dell’inchiesta di Pignatone sfiorava a Roma il 35% con gli alleati di Sel.

LA SITUAZIONE A SINISTRA

Certo, oggi le cose sono cambiate, soprattutto alla sinistra del Pd dove Sinistra Italiana va per conto proprio con Fassina, mentre in Sel si confrontano  chi vorrebbe rappacificarsi con i cugini del Pd come il vice presidente della Regione Smeriglio e l’ex Capogruppo in aula Giulio Cesare Peciola, mentre gli altri vogliono tirar dritto su Fassina. Eppure, sempre alla sinistra del Pd, pesa ancora la decisione sulla  candidatura di Ignazio Marino che per ora sembra intenzionato solo a presentare per fine mese il suo libro ‘bomba’ che dovrebbe seppellire il Pd sotto le sue responsabilità. Salvo poi sfruttarne l’effetto mediatico ottenuto, magari per candidarsi mettendo in difficoltà sia Giachetti che Fassina. Ipotesi che già qualcuno, ma forse solo per scaramanzia, giudica improbabile.

BERLUSCONI E I SONDAGGI

Ai sondaggi invece ci  crede, e come, Berlusconi intenzionato a scendere in campo direttamente a Roma e con la potenza di fuoco delle sue televisioni in favore di Bertolaso per fargli superare la soglia del 20%. Minaccia che dovrebbe preoccupare Giorgia Meloni che potrà pure paragonarsi alla lupa che allatta, ma i soldi per la campagna elettorale li deve pur trovare. Contrariamente a Marchini che di suoi ne ha. Anche la candidata dei 5stelle Virginia Raggi non dà molto peso ai sondaggi e intervistata da Maria Latella su SkyTg24 afferma «l’appoggio dei cittadini che riceviamo per strada per noi vale più di mille sondaggi.»

A ROMA TUTTI PER LA LEGALITA’

Aggiungendo che vuol partire proprio dalla questione legalità ricominciando a fare le gare pubbliche per portare trasparenza nella gestione dei soldi dei cittadini. Un refrain che va dalla Meloni a Giachetti, mentre ancora nessun candidato ha presentato qualcosa di più che non siano annunci di future meraviglie.  Sin qui le promesse elettorali che nessun candidato si risparmia a meno di tre mesi dal voto, semmai c’è veramente da capire se un guru della comunicazione quale Casaleggio, non stia supportando la sua ‘prescelta’ Virginia proprio sulla scorta dei sondaggi che si fa fare.

I SONDAGGI E LA CANDIDATA MILANESE

Sondaggi  che a ben vedere hanno seppellito anche la candidata milanese dei 5stelle Patrizia Bedori giudicata, anche esteticamente, non presentabile. Incerti delle consultazioni da cortile con qualche centinaio di militanti o delle scelte della mitica Rete che a Napoli candida tal Brambilla da Monza con 250 voti elettronici. In questo quadro piuttosto desolante per il Movimento, la star è sicuramente Virginia che peraltro i suoi 3.000 voti elettronici li ha pure presi. Ma soprattutto artefice di una campagna elettorale low profile, per niente urlata, ragionevole ecc. ecc. che punta a non spaventare i ceti medi soprattutto a destra. Se volete il tipo di campagna che sta conducendo Giachetti mentre la destra è in preda a convulsioni e protagonismi che vanno ben oltre le mura aureliane per assediare Arcore.

 

Giuliano Longo

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