Una cordata spagnola per la Roma Latina. Comitati sul piede di guerra

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Una cordata spagnola per la Roma Latina. Comitati sul piede di guerra

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L’assegnazione della gara per la Roma-Latina sarebbe ormai prossima, lo riferisce il quotidiano economico Sole 24 Ore. L’assegnatario del project financing sarà quasi sicuramente la Sis (società consortile per azioni) che nasce da una alleanza italo-spagnola promossa dal colosso Sacyr y Vallermoso, già impegnata con la Salini Impregilo per il nuovo canale di Panama, e controllata al 51% dal gruppo Fininc di Torino contro il 49% di Sacyr.

Un progetto miliardario che verrebbe assegnato da Autostrade del Lazio, la società mista composta da Anas e Regione Lazio. La Sis verrebbe favorita dai punteggi, sino ad oggi elaborati, nei confronti della Salini Impregilo in cordata con Astaldi che il 29 settembre risultava ancora favorita. Invece all’apertura delle buste il 19 febbraio la Sis ha ribaltato la situazione «con un forte ribasso sul contributo pubblico richiesto», scrive sempre il giornale economico. La gara Anas risale al dicembre 2011 ma rimase bloccata fino all’aprile 2014 per i contenziosi con i soci della precedente società concessionaria Arcea Lazio, successivamente revocata. Poi la gara è stata sospesa sino all’arrivo del nuovo ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio nel marzo 2015.

Con l’aggiudicazione si sbloccherà il finanziamento dello Stato pari a 468 milioni già stanziato dal Cipe addirittura nel 2004. Il progetto prevede per molti tratti un ammodernamento dell’attuale superstrada Ss 148 Pontina con un costo di circa 2700 milioni di euro, ma la tratta coperta dal piano economico-fìnanziario riguarda solo la A12, Tor de’ Cenci-Latina con un costo di oltre 2 miliardi che potrà usufruire di questo contributo pubblico. Ma lo stato non si assume alcun onere per la tratta Cisterna-Valmontone, nonostante il Cipe nel 2013 (governo Letta, ministro Lupi) avesse confermato l’aggiudicazione per tutta l’opera. Compresa la bretella con l’A1 sino a Valmontone, la cui realizzazione resta condizionata dallo stanziamento dei 502 milioni mancanti. Il rullo compressore del progetto che macinerà oltre due miliardi si è quindi messo in moto e i cantieri potrebbero già venir aperti l’anno prossimo per la durata di almeno 7 anni.

Resta il dubbio se non sarebbe stato sufficiente un ammodernamento integrale della Pontina con tempi di realizzazione più brevi e che comunque non avrebbe suscitato le vivaci reazioni di comitati e ambientalisti.

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