Festa dei 18 anni per Tommy: inizia la nuova vita di un ragazzo autistico

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Festa dei 18 anni per Tommy: inizia la nuova vita di un ragazzo autistico

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Sabato Tommy ha compiuto 18 anni, ma non per questo la sua vita diventerà più semplice e autonoma.
Per i suoi genitori la gioia di stargli accanto rischia di tramutarsi in una preoccupazione in più. Perchè Tommy è un ragazzo, anzi quasi un uomo, autistico. Una persona, che nonostante il grande affetto
ricevuto e i progressi ottenuti coltivando interessi e attività sportive, si dirige verso una fase difficile per una persona nella sua condizione che vive oggi in Italia.

Alla vigilia della festa più attesa da tutti gli adolescenti è il padre, il giornalista Gianluca Nicoletti, a spiegare il senso della serata che riunirà amici, parenti e tante altre famiglie con storie simili a quella di Tommy: “Nella norma l’entrata di un figlio nella maggiore età è un passaggio fondamentale per un genitore, si tira il primo sospiro di sollievo, si pensa (magari ci s’illude) che il più sia fatto, ora è un adulto in prima fila al teatro della vita, che vada… ” – spiega Nicoletti in un articolo sul suo giornale, “La
Stampa” – Già ma quelli come Tommy dove volete che vadano?

Da maggiorenni gli autistici s’imbullonano definitivamente ai genitori, i loro punti di riferimento certi si assottigliano sempre di più con il crescere. Ogni routine quotidiana deve necessariamente essere abbandonata, e per un autistico questo corrisponde a un cataclisma cosmico”. Dopo i diciotto anni, come se queste persone sparissero dalla circolazione, lo Stato non accorda più quei servizi che fino all’adolescenza sono considerati come diritti. Ma la persona autistica resta fortemente bisognosa di sostegno e di un affetto speciale, perché se questo mondo è difficile da vivere per noi, per loro lo è ancor di più.

Se l’Italia ha fatto fatica finora persino a sentir parlare dell’autismo, da anni Gianluca Nicoletti si impegna per abbattere la barriera culturale e affermare i diritti di persone come Tommy che, anche dopo che i genitori diverranno anziani e poi non ci saranno più, avranno diritto a una vita dignitosa. Fuori dai centri diurni e dalle strutture in cui molte persone vengono parcheggiate e poi dimenticate,
Gianluca e tante famiglie come la sua stanno cercando la possibilità di affermare il principio che le persone con handicap gravi come l’autismo devono poter vivere nel benessere e non nella tristezza e nell’abbandono.

E allora, mentre ancora del domani non v’è certezza (la legge sul “dopo di noi” recentemente approvata non scioglie il nodo della vita dignitosa di queste persone dai 18 anni in poi) Tommy, suo padre Gianluca e tutti i loro amici vogliono guardare al futuro con speranza: “Suoneremo balleremo e sbevazzeremo fino all’alba, assieme a Tommy, semplice matto e non più autistico – scrive Nicoletti –  Il giorno dopo, da sobri, qualcosa ci inventeremo”.

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