Salario accessorio, Tronca accerchiato da dipendenti e sindacalisti

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E’ significativo che nelle lunga intervista rilasciata da Tronca al Corriere della Sera, il commissario non faccia alcun cenno alla spinosa questione del salario accessorio la cui mancata erogazione rischia di avere conseguenze pari alla riduzione di un terzo dello stipendio di molti comunales. Gli effetti della protesta dei dipendenti potrebbero avvertirsi già da giovedì (giorno nel quale sarebbe peraltro in forse uno sciopero dei trasporti pubblici indetto dall’Orsa).

Evidentemente il commissario entro il 27 del mese conta di farsi sbloccare i fondi necessari dal Mef oppure è convinto che passi l’emendamento al cosiddetto milleproroghe della finanziaria, che verrà domani presentato dall’on. Causi (per pochi mesi anche vice sindaco di Marino, ma soprattutto a lungo assessore al bilancio con Veltroni) e sostenuto da tutti i parlamentari del Pd romano.

Un emendamento che in altra stesura era già stato respinto dal governo poco tempo fa perché risulterebbe come un’altra ‘particolare concessione per Roma’, non sia mai.  L’emendamento attuale, secondo quanto pubblicato oggi da Repubblica, prevede una parte generale del salario accessorio valida per tutti gli enti locali, e una specifica per il Campidoglio. Nella sostanza l’emendamento vorrebbe riequilibrare le varie voci del salario accessorio «considerando che a Roma quelle stabili sono assai più basse rispetto agli altri comuni: circa 3mila euro pro capite, rispetto ai 5mila di Milano, i 4.800 di Torino, i 4.500 di Firenze. Alzando l’importo imputato a questa voce, che il Mef non ha messo in discussione, e diminuendo quella variabile  intanto si attutirebbe l’impatto sugli stipendi.»

Insomma, ballano 70 milioni che non pare una cifra non reperibile fra le pieghe del ‘mille proroghe’ che lascia mancette milionari dappertutto nei collegi dei parlamentari eletti. Staremo a vedere ma nell’attesa e onde evitare agitazioni dannose per la città Tronca ha convocato i sindacati per domani sera nella speranza di convincerli a ritirare il calendario di proteste che potrebbe gettare Roma nel caos nelle prossime settimane se non per qualche mese. Ovviamente la “Trimurti” (Cgil, Cisl e Uil) fa la voce grossa dimenticando che l’accordo dello scorso anno da loro sottoscritto era stato bocciato dalla base dei lavoratori, o almeno da quella minoranza che aveva partecipato alla consultazione.

Comunque invieranno al Campidoglio  una lettera-diffida perché prestazioni già effettuate vanno pagate. Da fonte sindacale infine apprendiamo che dal 27 gennaio potrebbe partirebbe una pioggia di cause di fronte al Giudice del lavoro. Ma se la politica appare oggi latitante sulle decisioni più delicate per la Capitale, la decisione sulla sorte del salario accessorio sarà invece tutta e squisitamente politica perché il commissario Tronca non può giocarsi l’immagine del problem solver che viene dal nord e il Pd ha già i guai suoi in vista delle prossime amministrative romane dove i voti dei 23mila comunales famiglie, parenti e amici peseranno.

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