Roma a targhe alterne, lo smog rimane e trionfano le polemiche

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Roma a targhe alterne, lo smog rimane e trionfano le polemiche

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Sulla situazione dello smog a Roma il silenzio natalizio del commissario Tronca e quello del prefetto Gabrielli (mentre è partita ieri l’ennesima due giorni con le targhe alterne) non sembrano sufficienti a sopire proteste e polemiche, né tantomeno la riunione convocata dal ministro dell’Ambiente galletti per mercoledì 30.

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E per un Ignazio Marino che finisce l’anno con un’ultimo attacco (sull’Huffington post) a chi lo ha mandato via dalla poltrona di sindaco, sono molte altre le voci che si alzano per commentare e stigmatizzare la situazione di una città da giorni assediata dall’aria irrespirabile in centro come in periferia: dagli oppositori di Sel alle associazioni dei consumatori, fino a sindacati e associazioni di categoria, come la Cna, tra i pochi che hanno approvato il provvedimento in corso: “Siamo soddisfatti della decisione del commissario straordinario Francesco Paolo Tronca di promuovere il trasporto pubblico con il Bit giornaliero a 1,50 euro – ha detto il presidente Erino Colombi – Accogliamo favorevolmente anche la revoca del blocco totale del traffico a favore delle targhe alterne per oggi e domani e la volontà manifestata di discutere e condividere con le associazioni di rappresentanza della piccola impresa eventuali misure emergenziali”.

Non la pensano però allo stesso molti altri come Paolo Cento di Sel che accusa: “A me pare che il governo Renzi sia di fatto inadempiente di fronte all’emergenza smog” e rilancia con richieste precise. “Roma sta diventando la capitale dello smog. Noi chiediamo la programmazione di 2 settimane di blocco della circolazione del traffico privato nella Ztl, la riduzione nel periodo di blocco del costo dei taxi, la triplicazione nella città delle colonnine per le ricariche delle auto elettriche, un piano straordinario del trasporto pubblico”.

Sulla stessa linea l’Ugl che ha espresso preoccupazione per le condizioni di lavoro dei vigili urbani: “In una città come Roma nessuna misura di alternanza o semplice avvicendamento nell’arco delle sette ore, è stata presa dall’amministrazione e dal Comando, a tutela de personale dipendente, cui nemmeno è concesso indossare mascherine protettive. L’Ugl – prosegue la nota – non perde occasione di rammentare come ai caschi bianchi romani, non vengano riconosciute malattie professionali, sebbene si tratti di una categoria certamente più esposta dei colleghi amministrativi che prestano servizio in ufficio e non certo agli incroci”.

Ma se la pioggia tarda ad arrivare e i romani non riescono a rinunciare alle auto il nodo da risolvere resta quello del trasporto pubblico, e del suo potenziamento rimasto finora sulla carta. E’ su questo che le associazioni dei consumatori puntano il dito, e in particolare il Codacons che ha annunciato che si rivolgerà al Consiglio di Stato “chiedendo la nomina di  un commissario ad actà che si sostituisca all’attuale amministrazione nell’attuazione di un piano di potenziamento del trasporto pubblico. Infatti – afferma il Codacons – proprio il famoso piano di potenziamento dei mezzi pubblici della capitale è stato alla base della bocciatura degli incrementi delle tariffe per le strisce blu da parte del Tar del Lazio prima e del Consiglio di Stato nei giorni scorsi”.

E sul tema del potenziamento dei trasporti è intervenuto polemicamente anche l’ex assessore comunale ai Trasporti Stefano Esposito che in un’intervista radiofonica ha smentito la nota dell’Atac con cui si comunicava il potenziamento delle corse del servizio pubblico per il 28 e 29: “Il potenziamento delle corse metro detto da Atac è una balla – ha affermato esposito – perchè la metropolitana è già un miracolo se riesce a far girare tutti i treni previsti a massimo carico e a massimo regime. Poi tutti noi sappiamo che mediamente ce ne sono 7-8 che si fermano, non partono perchè hanno bisogno di manutenzione. Il massimo che si può fare se sono previsti 27 treni è che ne girino veramente 27, il problema  è che non lo dicono più. Da quando sono andato via io c’è una disposizione in Atac: non comunicare i problemi. Ho passato i miei 2 mesi e mezzo a litigare per sapere tutti i giorni quanti erano i mezzi che davvero funzionavano e ho fatto fatica a saperlo. Da quando sono andato via io le posso dire con certezza che è stata emanata una direttiva che dice Non si comunica più, poi basta fare 4 telefonate ai macchinisti e loro ti dicono quanti treni girano in realtà. Loro non comunicano più perchè pensano che i problemi si risolvano non raccontandoli”.

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