Rai, la riforma è legge. Leone è il primo a rischiare

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Rai, la riforma è legge. Leone è il primo a rischiare

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Habemus, habemus: alla fine è giunta, incastonata come una gemma nella legge di stabilità, la riforma della RAI è da ieri una realtà. Mai regalo più grande poteva aspettarsi l’uomo Dall’Orto ma Babbo Matteo Natale invece è stato di parola e sarà un 25 dicembre davvero speciale. Come un super-eroe Dall’Orto acquisirà i poteri dell’Amministratore Delegato conservando quelli del Direttore Generale e diventerà una sorta di “Marchese del Grillo” del terzo millennio. E al suono della celeberrima frase “Perché io so io e voi non siete un…” traghetterà finalmente l’azienda verso l’isola felice della “Media company”, una terra di Bengodi dove, sulla carta, potrà liberarsi della zavorra pesantissima di un numero ipertrofico di dipendenti, un numero talmente spropositato che si tengono puntate speciali di “Chi l’ha visto” ad uso esclusivamente interno. La notizia della legge ha creato scompiglio. In molti, infatti, pensavano di passare un Natale sereno e invece adesso… chi può dirlo cosa farà l’AD/DG. Il primo ad aver passato una notte non proprio tranquilla sarà stato “Giankaleone”, il cui umore lo si può interpretare dal numero di “Tweet” che pubblica e ultimamente cinguetta poco: in questi mesi Campo Dall’Orto non si è concesso, è rimasto chiuso nella sua torre d’avorio in attesa proprio della giornata di ieri, non ha stretto mani, non ha ascoltato di persona le lamentele, le questue, le inevitabili lisciate di pelo ma non è un mistero che non sia entusiasta della sua gestione, che gli ascolti sono in flessione lungo tutto l’arco della giornata e che l’unico vero successo che ha portato alla rete ammiraglia è “Tale e Quale show”, solitario come un diamante. Da oggi la nomina dei dirigenti è di sua pertinenza, il CDA può solo fornirgli un parere che diventa vincolante solo nel caso ci sia la maggioranza dei 2/3 e solo per i direttori di testata. Ah, le meraviglie della casta: per i giornalisti una soluzione si trova sempre ma per il resto no, pieni poteri di decidere tutto, a partire dai direttori di rete. Resta quindi una domanda: arriverà il giovane, vecchio Leone a vedere Sanremo da direttore o sarà solo un nome nella lista degli invitati VIP? Staremo a vedere gli effetti di questa cura ricostituente in perfetto stile “decisionismo-renziano”. Nel frattempo chi sorride è un altro amministratore delegato, quello di Rai cinema, Paolo Del Brocco, il cui nome come successore alla guida di Raiuno si fa sempre più insistente. E chissà che anche questa volta non centriamo il pronostico: 10 giorni fa infatti davamo la notizia, prima di tutti e senza le fanfare tipiche degli altri blog, che il capodanno a Matera l’avrebbero condotto Amadeus e Rocco Papaleo. Staremo a vedere. “Da un grande potere derivano grandi responsabilità” diceva zio Ben al giovane Peter Parker, senza nemmeno sapere che era l’uomo ragno… chissà se anche Matteo ha fatto la stessa raccomandazione all’uomo Dall’Orto.

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