Fondazione Roma Europa Festival, Cattoi critica il finanziamento

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Fondazione Roma Europa Festival, Cattoi critica il finanziamento

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Si potrebbe scorgere una punta di rancore per come si è conclusa la vicenda di Ignazio Marino, ma bisogna pur ammettere che la segnalazione della sua persona di fiducia e già assessore Alessandra Cattoi un senso pure ce l’ha. Perché la Cattoi appunto, riprendendo un grillino alla Camera ieri notte a sua volta postava su Facebook: «E bravo il nostro Marco Causi… Senza nulla togliere alla Fondazione Roma Europa Festival che svolge un lavoro egregio ma, l’opportunità di presentare questo emendamento è quanto meno discutibile». Oibò ma cos’era successo? Semplicemente che Matteo Mantero – M5S in commissione bilancio alla camera postava «abbiamo scoperto un emendamento del Pd dove si finanzia con 6 milioni di euro in tre anni una fondazione della moglie del deputato Marco Causi, guarda caso del Pd. Lo abbiamo denunciato, il presidente della commissione e il governo sono in palese difficoltà».

Evidentemente quel «e bravo il nostro Marco Causi…» di Alessandra non è stato particolarmente gradito perché immediatamente è si è aperto il fuoco di sbarramento. Dà il via ‪Claudia Cottrer‬ che la butta sulle questioni di genere e posta: «Gentile dottoressa Cattoi, oltre al maschilismo che questa indicazione denota nel titolare una donna solo per l’uomo con cui si accompagna, alla totale ignoranza dell’operato della fondazione di cui esprime il plauso e della donna, cavaliere della Repubblica italiana e francese che la ha fondata, questa asserzione denota profonda incapacità e mancanza di professionalità di chi la esprime.

La legge ad oggetto non aveva l’intento di stanziare 6 milioni di euro a favore di Roma Europa, ma un milione annuo e temo che se c’è qualcuno che non ha le competenze per esercitare il suo ruolo non è certo alla guida del Roma Europa festival. Cordialità e rispetto!» Che a ben vedere un milione l’anno non sono noccioline. Ma a questo punto interviene ‪Lara Mastrantonio‬, responsabile delle relazioni con il pubblico della Fondazione che rivolgendosi ad altro post  la butta  che scrive «la “moglie di Causi” prima di essere moglie è donna di cultura da anni. Fare l’occhiolino alla politica più becera e maschilista del momento è una vergogna.

L’attacco alla persona, fatto dal Movimento Cinque Stelle (che qui la Cattoi condivide) è meschino e non riconosce il valore della politica culturale più importante in questo momento che è quella svolta da Romaeuropa da trent’anni ad oggi. Chapeau all’ignoranza!» Ops, bella botta cui la Cattoi risponde «Carissimi, io non solo rispetto ma apprezzo molto e ammiro il lavoro di Monique Veaute (la moglie di Causi ndr) che raggiunge risultati eccellenti solo per meriti suoi. Dopodiché anche il mio compagno ( l’amministratore delegato di Acea Alberto Irace, ndr) è un ottimo manager che si è fatto da solo, ma vi immaginate che cosa sarebbe accaduto se io, dal mio ruolo di assessore, mi fossi adoperata per fargli avere dei finanziamenti pubblici?

Semplicemente non si fa. Proprio non si fa!» Sommessamente suggeriremmo che sarebbe meglio non avere congiunti che in qualche modo possano essere favoriti dai ruoli istituzionali di mogli e mariti, ma in tal caso bisognerebbe falcidiare una intera classe dirigente.

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