Rai Uno, il 7 gennaio riparte Don Matteo: a tu per tu con Francesco Castiglione

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Rai Uno, il 7 gennaio riparte Don Matteo: a tu per tu con Francesco Castiglione

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Lo incontro a una festa di quelle super mondane piene di gente dello spettacolo. E rimango colpita dalla sua testa da statua antica e dalla voce. Chiacchieriamo; non poteva che essere un attore. E infatti, Francesco Castiglione è attore e autore teatrale. Ci siamo sentiti per un saluto, è in partenza per la sua prima, il 17 dicembre al teatro Rendano di Cosenza, dove porta “Libertà tra musica e parole”, il suo spettacolo sulla Prima Guerra Mondiale. Una messinscena impegnativa, con oltre 100 persone in scena, davanti a un pubblico di 800 persone. Mentre da venerdì 18 a domenica 20 è in scena con “Edith Piaf…tutto deve ancora cominciare” all’auditorium Cavour di Frascati. È un po’ nervoso, Francesco. E allora lo distraggo con un argomento a colpo sicuro: Don Matteo, il parroco che si trova sempre nel posto giusto al momento giusto, ovvero la fiction che da sedici anni appassiona le platee televisive – siamo ormai giunti alla 10ma serie. Chissenefrega, direte voi. Ennò, dico io. Perché Francesco alla fiction con più audience, con 9 milioni di spettatori di media, ci lavora. E ci può togliere qualche curiosità sulle prossime 13 puntate, ovvero 26 episodi, in onda a partire dal 7 gennaio su Rai Uno.

 – Francesco chi interpreti in questa undicesima edizione di Don Matteo?
– Vi svelo in anteprima che ci sarà un nuovo personaggio, l’appuntato Barba. Serioso e di poche parole, sono a stretto contatto del maresciallo Cecchini.

– Ovvero Nino Frassica. Ultimamente ci sta dando ancora prova della sua irresistibile verve da Fazio a Che Tempo Che Fa. Ma come si comporta sul set?
– Frassica è una persona gradevolissima, oltre ad essere un grande attore. Ti fa sentire a tuo agio, improvvisa, rende tutto più divertente e “facile”.

– Ma il grande protagonista è lui, Terence Hill, che da cowboy a guardia forestale a parroco, tiene sempre il pubblico dalla sua parte. Non ti senti un po’ in soggezione con un attore di così grande successo?
– Certo, naturalmente il carisma si avverte; a me piace osservarlo da lontano, è un uomo schivo e riservato eppure è come se magneticamente diffondesse vibrazioni positive. Me lo ricordo da bambino, quando vivevo con i miei genitori, emigrati dalla Sicilia, in Germania; guardavo i suoi film con mio papà e mi sembrava un supereroe irraggiungibile. Potete immaginare la mia emozione quando mi ha invitato a dargli del tu: stiamo tutti lavorando, mi ha detto. Anche se magari gli do’ soltanto poche battute, mi sento in contatto con un pezzo di storia del cinema.

– Non è la prima volta che lavori alle fiction che vedono protagonista Terence Hill.
– No, ho già avuto occasione di incontrarlo in una passata edizione di Don Matteo e poi in “A un passo dal cielo”. In entrambi i casi storie che si reggono sulla sua presenza. Ma tutto il cast è formato da persone eccezionali: da Simone Montedoro, a Severino che è forse alla sesta serie, a Pulcini che fa Don Matteo da sempre. Anche se sono l’ultimo arrivato, mi hanno fatto sentire subito parte della squadra.

– In Don Matteo sono sempre numerosi gli attori “ospiti” della fiction per una puntata. Ci puoi anticipare qualche partecipazione eccellente ?
– Beh, io sono rimasto colpito da Gisella Sofio, travolgente anche a 84 anni, un pezzo della commedia all’italiana dei tempi d’oro. Andrea Roncato, che scherzava sul suo frequentare sempre e solo Carabinieri. Gea Martire, vista in Mine Vaganti. Eleonora Giorgi. O alludevi forse a Belen?

 – Sono stata pochi giorni fa a Spoleto, ormai la patria di Don Matteo (v. la foto del “murale”, ndr). Quanto siete rimasti a girare?
– Siamo stati in Umbria a giugno, a settembre, a metà ottobre, due settimane di novembre. E torneremo per finire di girare, visto che la serie va in onda prima che sia conclusa la lavorazione dell’intero ciclo.
Non ci resta che fare l’in bocca al lupo a Francesco e a tutto il cast di Don Matteo e a darci appuntamento in famiglia, il 7 gennaio.

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