“Made in Italy” cinese: la truffa dei capi venduti in noti outlet

0
“Made in Italy” cinese: la truffa dei capi venduti in noti outlet

ARTICOLI IN EVIDENZA

Stando a un recente studio “Made in Italy” è il terzo marchio al mondo per notorietà dopo “Coca Cola” e “Visa”, di cui possono fregiarsi soltanto i prodotti completamente progettati, fabbricati e confezionati nel “Bel Paese”. È stata ribattezzata “True Made” l’operazione dei finanzieri del comando provinciale di Roma, in cui sono culminate le articolate indagini, sotto il coordinamento della procura della Repubblica di Civitavecchia, che hanno preso le mosse da controlli di routine, presso l’area merci dello scalo aeroportuale di Fiumicino.

IL MADE IN… CHINA – I militari si sono insospettiti davanti ad alcune spedizioni di capi di abbigliamento e relativi accessori, provenienti dalla Cina e dirette ad una rinomata casa partenopea, che, oltre ad essere corredati da un cartellino descrittivo che specificava, in lingua italiana, che il processo di fabbricazione era fedele alla “Antica sartoria napoletana”, recavano una piccola etichetta con la dicitura “Made in China” facilmente asportabile. La presenza dei prezzi di vendita, sia al dettaglio che “outlet”, ha fatto il resto inducendo le fiamme gialle del gruppo di Fiumicino a ritenere di trovarsi davanti un colossale traffico di prodotti taroccati, con la variante – questa volta – costituita dalla mistificazione della loro origine, provenienza e qualità.

LA NOTA MAISON DI ALTA MODA – Il sequestro non è scattato subito consentendo ai militari di seguire le partite di merce fino alla centrale di stoccaggio ed ai luoghi di smercio, tutti riconducibili ad una nota maison di alta moda per uomo, che, in questo modo, commercializzava maglioni, pullover, camicie, smanicati, cravatte, guanti, foulard, cinture in realtà prodotti nella Repubblica Popolare Cinese.

GLI OUTLET – Il quadro investigativo si è poi consolidato grazie alle perquisizioni locali eseguite, con la collaborazione dei comandi provinciali competenti per territorio, nei punti vendita di Napoli, Ischia (NA), Roma, San Cesareo (RM) e Bologna, nonché presso i famosi outlet di Valmontone (RM) e Marcianise (CE), nel centro di distribuzione di Nola (NA) e nella sede legale ed amministrativa della società riconducibile ad un insospettabile napoletano, che dovrà rispondere dell’introduzione e della vendita di prodotti industriali con segni mendaci.
Ammontano, invece, ad oltre 522.000 i pezzi sequestrati, tra capi di abbigliamento ed etichette “Made in China”.

 

[form_mailup5q lista=”newsletter generale”]

È SUCCESSO OGGI...

Nel Lazio tre giorni di cinema a 3 euro: ecco tutte le informazioni

0
La Regione lancia 'Lazio Terra di Cinema Days' per sostenere le sale e incentivare il pubblico: domenica 11, lunedì 12 e martedì 13 dicembre si potranno vedere i film a 3 euro

Un chiodo nella pasta di un alunno, il caso in una scuola in provincia...

0
Polemica a Monterotondo dopo che la foto di un chiodo, trovato dentro un piatto di pasta al sugo, servito ai bambini nella mensa di una scuola dell'infanzia, è diventata virale.

Via Poma, acquisiti elementi per nuovi approfondimenti. Ipotesi criminalità

0
Nuovi elementi che potrebbero portare altri approfondimenti sul caso di via Poma. È quanto sarebbe emerso dai lavori della Commissione Antimafia nella precedente legislatura, secondo quanto sostiene l'ex presidente Nicola Morra.

Occhio alla truffa del supermercato: vi incastrano nel parcheggio

0
La truffa del supermercato: una volta parcheggiata l’auto, vi si avvicina un ragazzino e vi chiede con sfrontatezza se avete raccolto da terra 10 euro che erano caduti dalla sua tasca.

Biodigestori, Gualtieri: «Prossimo incontro al ministero dell’Ambiente»

0
"Se il prossimo incontro con il Governo Meloni sarà al ministero dell'Ambiente? Assolutamente sì. Auspico che si rimedi rispetto a questa esclusione di Roma sui biodigestori