Giubileo, ecco la sala di gestione. Gabrielli: «Nessun flusso eccezionale»

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Giubileo, ecco la sala di gestione. Gabrielli: «Nessun flusso eccezionale»

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E’ rassicurante il prefetto Franco Gabrielli per l’apertura del giubileo di martedì prossimo perché, durante la conferenza di presentazione della sala Gestione Giubileo nella Casa della città, ha sostenuto che per l’8 dicembre non ci si attende un flusso particolarmente eccezionale. Ma si prevede la presenza «di circa 40/50mila persone che inizieranno ad arrivate a piazza San Pietro alle 7.30 del mattino per la cerimonia che inizierà alle 9.30. Una previsione peraltro confermata dalle associazioni di albergatori e commerciati che non confermano gli iniziali ottimismi, anche da parte di Renzi, per un afflusso straordinario che porterebbe addirittura ad aumentare il Pil cittadino». In ogni caso il prefetto si augura che i pellegrini inizino ad arrivare il prima possibile con meno borse, oggetti e cose che sarebbero comunque soggette a rigorosi controlli. La piazza, ha rassicurato il prefetto, non sarà riempita se non in condizioni di assoluta sicurezza non perché si è in una situazione di rischio ma perché la minaccia che incombe «è assolutamente indiscriminata. Un atteggiamento quindi preventivo non ha senso di esistere».  Anzi «l’utilizzo di strutture militari non l’abbiamo presa nemmeno in considerazione» per un  un piano di emergenza relativo a un possibile sciopero dei mezzi pubblici durante il Giubileo. Tuttavia il rischio legato al terrorismo «non sarà mai zero» e «lavoriamo per essere all’altezza della legittima richiesta di sicurezza dei cittadini». Nel corso della presentazione della Sala gestione per il Giubileo, nel quartiere romano della Garbatella, Gabrielli ha voluto essere ancora più rassicurante. Dopo gli attentati di Parigi «i rischi ci sono e bisogna conoscerli, ma l’unica cosa da fare è vivere la propria vita. La gestione del rischio non può essere una cosa che il cittadino tiene sotto controllo se non evitando di andare al cinema, al ristorante, al tetro, al bar e in qualsiasi altro luogo pubblico. E questo credo che sia una cosa irrealizzabile». Poi si è levato un sassolino dalla scarpa affermando: «Ho sempre sostenuto che l’evento giubilare non avrebbe avuto gli afflussi di cui si è vagheggiato come 30-40 milioni». A ben vedere a Roma «la questione non è solo l’arrivo dei pellegrini ma anche dei turisti che non necessariamente sono pellegrini. Tradizionalmente e statisticamente – ha aggiunto – eventi di questo tipo incidono negativamente sul flusso turistico e aumentano ovviamente il flusso del turismo religioso». Insomma un vantaggio per il Vaticano più che per il tradizionale turismo cittadino, ma questo lo diciamo noi.

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