As Roma, bimba perquisita allo stadio: bufala o verità?

0
As Roma, bimba perquisita allo stadio: bufala o verità?

ARTICOLI IN EVIDENZA

Nei forum giallorossi è il caso del momento. Ne parlano praticamente tutti. E, come spesso capita in queste situazioni, gli utenti si dividono in chi ci crede e chi si mostra scettico. Parliamo di una foto molto particolare, quella scattata fuori dallo Stadio Olimpico di Roma, domenica 29 novembre, prima della partita dei giallorossi contro l’Atalanta. Uno scatto che mostra una steward nell’atto di perquisire accuratamente una bambina. Un’immagine che non lascia certo indifferenti. Avrà cinque o sei anni al massimo, quella bimba, e le sue manine alzate mentre viene perquisita sembrano il perfetto simbolo della nostra resa alla paura provocata dai terroristi con gli attentati a Parigi. Una inevitabile ammissione di impotenza. Perché quel drammatico 13 novembre ha modificato, forse, le nostre abitudini; sicuramente la nostra serenità.

I POST DEL PRESUNTO PAPÀ – L’episodio ha sollevato un clamore mediatico tale da indurre anche prestigiose testate come Repubblica e Gazzetta a parlarne. Eppure, se si cerca adesso, di quegli articoli non v’è più traccia. Il motivo è presto detto: poco tempo dopo la diffusione di quella foto, ha cominciato a circolare in rete lo screenshot di due post su Facebook, scritti da un utente che sosteneva di essere il papà di quella bimba. “Ragazzi – si legge – sono il papà della bimba e vi chiedo di levare la foto perché non è andata esattamente così. ..la bimba vedendo i grandi si è voluta far perquisire”. E ancora: “Ripeto ragazzi…non è andata così. Levate sta foto. La bimba voleva imitare i grandi”.

screenshot-bimba-perquisita-papa

L’INTERROGATIVO PRINCIPALE – Il caso rientrerebbe, quindi, nell’infinito elenco di falsi allarmi. Ma quello screenshot non ha convinto tutti. Qualcuno ha infatti voluto effettuare una ricerca su Facebook per verificare l’attendibilità di quanto scritto dal presunto papà. Ricerca che, però, ha dato esito negativo: quell’utente non sembrerebbe essere presente sul social network. Di contro, diversi altri utenti hanno sostenuto in gruppi Facebook dedicati al tifo giallorosso di aver assistito alla perquisizione dei propri figli. E, mentre il caso della bimba continua a dividere, resta valido, in tutta la sua drammatica urgenza, il vero interrogativo a cui, forse, dovremmo cercare di dare risposta: fin dove può essere lecito spingersi per tutelare la sicurezza di tutti?

[form_mailup5q lista=”as roma”]

È SUCCESSO OGGI...