Roma, la Meloni avanti nei sondaggi. Ma la destra è un puzzle impazzito

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Roma, la Meloni avanti nei sondaggi. Ma la destra è un puzzle impazzito

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Un Pd ancora frastornato che prova a ricominciare dai suoi leader, una destra litigiosa e confusa e l’avanzata incessante delle liste civiche del M5S. La scena politica romana non offre troppe novità rispetto al passato in vista delle prossime elezioni comunali.

I SONDAGGI – Datamedia comincia ad occuparsi anche delle intenzioni di voto dopo le tormentatissime dimissioni del sindaco Marino. Il Movimento 5 Stelle continua a dominare la scena, convincendo come per altri istituti quasi un terzo, il 32,7% dei romani.
Il Pd segue a distanza al 21,3%, ancora commissariato ed in alto mare per la ricerca di un candidato che sfidi M5S e centrodestra.
Centrodestra che non sembra in realtà fortissimo, nessuno dei suoi partiti supera il 10%, in testa vi è chiaramente Fratelli d’Italia al 9%, poi Forza Italia al 8,9%, e Noi con Salvini al 5,7%. Insieme arrivano al 23,6%. E poi ci sono le liste civiche, come quella di Marchini, corteggiato anche da centrodestra, ma ora autonomo, e la cui lista raggiungerebbe un prezioso 7,3%.
In calo invece le fortune della lista di Marino, solo al 4,3%. Nella stessa area si muove anche SEL, che raccoglie un ottimo 6,3%.
Decisamente deludente Ncd/UDC al 1,9%. Venendo ai candidati sindaco, Giorgia Meloni prende più della sua coalizione, un 26,9% che la mette in testa, davanti a Di Battista al 21,4%.

A DESTRA – Peccato che però a destra la decisione è ancora molto lontana. Ieri ci ha pensato anche l’ex governatrice Polverini a seminare un po’ di “zizzania”. «Attenzione, senza Alfio Marchini e comunque senza un candidato moderato a Roma si rischia di perdere – ricorda Polverini – io sconfissi la Bonino con una coalizione dove c”era l”Udc”. E a Giorgia Meloni (leader di Fratelli d”Italia) dice: “Alfio e” personaggio che sa parlare anche alle borgate. Così come Berlusconi ha saputo intercettare grandi consensi del voto popolare. Giorgia però ci dica cosa vuole fare. Ci dica se lei vuole candidarsi o meno, anziché porre solo veti. Se lei continua a tentennare rischia di non incoraggiare gli elettori del centrodestra. Se il candidato fosse lei, la sosterrei lealmente come lei fece con me nel 2010. Ma lei non mi sembra così convinta».
Un discorso che sembra confermare la diretta interessata. «Non ho escluso niente, non ho dato certezze – ha detto ieri la Meloni ai microfoni di Radio Cusano. Quando avremo fatto un ragionamento decente su questo tema che fin’ora non si è riuscito a fare con gli alleati. Perché si è fatta tanta confusione parlando di ipotesi che non sono sul piatto, come l’ipotesi di sostenere per il centrodestra Alfio Marchini, e quindi una volta che abbiamo sgomberato negli ultimi giorni  il campo rispetto alla confusione generata da candidature che però spaccherebbero la coalizione e quindi non sarebbero delle candidature che aggiungono ma che tolgono, adesso  stiamo  cominciando a dialogare per la ricerca di un candidato che possa essere competitivo».

A SINISTRA – A sinistra non sembra essere convinto neanche Stefano Fassina. «Non c’è la candidatura a sindaco, c’è l”avvio di un percorso per arrivare a scegliere chi può rappresentare la domanda di ricostruzione morale e politica della città di Roma. Da parte mia c”è la disponibilità a stare in questo percorso, ma una eventuale candidatura è condizionata alla verifica del progetto».

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