Musulmani e sindacati in piazza a Roma contro il terrorismo

0
Musulmani e sindacati in piazza a Roma contro il terrorismo

ARTICOLI IN EVIDENZA

Da una parte i musulmani, dall’altra i sindacati. Anche Roma, nonostante la pioggia, è scesa in piazza contro le stragi del terrorismo.

IN MATTINATA – “Contro le guerre. Io non ho paura”. E’ lo striscione che ha aperto stamattina il corteo nazionale indetto dalla Fiom con in testa il leader Maurizio Landini. Una manifestazione contro la legge di stabilità, contro Jobs Act e riforma della scuola ma che è diventata, dopo gli attentati di Parigi, una sfida al clima di terrore. Il corteo si è fermato davanti l’accademia Francese per un applauso di solidarietà per le vittime della strage in Francia. Proprio sul terrorismo è intervenuta a margine della manifestazione il segretario generale Cgil, Susanna Camusso. «Il Governo credo abbia mandato dei messaggi giusti da un lato come le scelte precise sulla sicurezza anche su Roma per costruire un equilibrio giusto tra sicurezza e non diffusione del panico – ha detto la leader dei sindacati. Credo però che bisogna fare di più, deve essere l’Europa a prendere in mano la situazione perché questo e’ il vero assente di questa lunga stagione: che ancora prima degli attentati, l’Europa non avesse la sua politica estera». Centinaia le bandiere della pace, accanto a quelle rosse del sindacato. Tra gli altri, presente anche Stefano Fassina, uno dei fondatori di Sinistra Italiana.

POLEMICHE – Anche in questa occasione non sono mancate le polemiche, non di parte politica questa volta. In una nota Atac, la municipalizzata dei trasporti di Roma, ha accusato i manifestanti di «non aver pagato il biglietto».
«Atac stigmatizza tale comportamento – si legge in una nota – che rivela una concezione profondamente sbagliata della fruizione del servizio di trasporto pubblico. Atac ricorda che pagare il biglietto è un dovere civico e che l’unico modo legittimo di fruire dei pubblici servizi è averne il titolo.
In conseguenza dell’accaduto l’azienda procederà a formale denuncia contro i responsabili di tali fatti».

NEL POMERIGGIO – Nel pomeriggio, a partire dalle 15, si è tenuto il corteo indetto dal coordinamento sostenuto dalla Coreis italiana (Comunità Religione islamica)  che ha chiamato in piazza musulmani italiani, marocchini, pakistani, senegalesi e turchi. Abdellah Redouane, della moschea di Roma, tra gli organizzatori della manifestazione, ha parlato di una «iniziativa molto importante, come è importante il sostegno istituzionale». «I terroristi – ha continuato – parlano a nome dei musulmani ma non li rappresentano, parlano a nome dell’islam e noi non ci riconosciamo, parlano in nome di Dio ma Dio è amore e non morte». A fargli eco l’Imam Yahya Pallavicini, vice presidente Coreis: «I musulmani onesti sono offesi dal rischio di essere ostaggio della strumentalizzazione della nostra religione, che è una religione di amore e giustizia. C’è la necessità di fare chiarezza e dare voce a questa dimensione autentica rispetto alla degenerazione». Suheir Kathkhouda, presidentessa dell’associazione donne musulmane italiane, sottolinea che «ci è stata data voce per condannare insieme il terrorismo, che non ha religione. Noi non siamo rappresentati da loro».

È SUCCESSO OGGI...