Terrorismo, falso messaggio audio di una mamma: ecco la verità (AUDIO)

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Dopo gli attentati di Parigi è allarme psicosi nella Capitale. I terroristi sembra siano davvero riusciti a modificare stati d’animo e comportamenti delle persone. A testimoniarlo, l’alto numero di disdette di prenotazioni nei ristoranti in centro e di visite delle scolaresche, oltre, chiaramente, ai frequenti falsi allarme bomba che stanno si stanno ripetendo anche in queste ore. Come se non bastasse, a fomentare questo clima di terrore ci si mettono anche i buontemponi che in questi giorni stanno facendo circolare catene di sant’Antonio false e sms allarmistici totalmente infondati. È il caso dell’inquietante messaggio audio di una presunta mamma che sta circolando in queste ore su WhatsApp.

LA MAMMA DI ANASTASIA – “La mamma di Anastasia lavora al ministero degli Interni e al ministero degli interni arrivano notizie che ovviamente non sappiamo noi” si sente dire nel messaggio dalla donna, che prosegue affermando: “La situazione è molto molto più tragica di quello che ci fanno vedere in televisione e dicono un sacco di bugie anche sulla bomba che oggi hanno messo a Lepanto che hanno detto che non era vero e invece la bomba c’era”.

LA BUFALA SMENTITA – Si tratta in realtà di una clamorosa bufala, l’ennesima, e la polizia postale ha avviato le indagini per risalire agli autori dello scherzo di pessimo gusto che si è diffuso in rete con impressionante rapidità. Sulla vicenda si è espresso questa mattina anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi. «In queste ore – ha detto in occasione dell’inaugurazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale Santo Spirito – sta girando un messaggio finto di una mamma. Ho chiesto di scoprire chi lo ha realizzato perché è procurato allarme». «Una mamma che parla al telefono e dice “Non credete alle istituzioni, la situazione è peggiore di quella che vi viene raccontata. Non uscite di casa” – ha concluso il premier –, è l’obiettivo di chi vuole farci vivere nel terrore».

AGGIORNAMENTO – Nella serata di venerdì 20 novembre, intorno alle 22, la signora protagonista di quell’audio si è presentata spontaneamente insieme alla figlia negli uffici della polizia di viale Trastevere per chiarire la vicenda. La donna ha spiegato che voleva solamente convincere la figlia e l’amica Bea a non allontanarsi di casa e a non frequentare le zone del centro, così ha inventato la storia dell’attentato. Qui tutti i particolari.

 

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