Terzo allarme bomba: intervento sulla Metro A

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Terzo allarme bomba: intervento sulla Metro A

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Terzo allarme bomba sulle metro a Roma. “Metro a: interruzione tratta Ottaviano-Battistini. Intervento forze dell”ordine treno stazione Cornelia”. Lo fa sapere Atac ed è ancora panico.

Si tratta del terzo allarme dopo quello di stamani a Lepanto e quello di oggi pomeriggio a Torre Gaia sulla linea C della metro.

PSICOSI – Se non è psicosi questa, quasi ci manca. A roma si registra in queste ore un nuovo allarme nella metropolitana di Roma, stavolta sulla linea C, alla stazione di Torre Gaia, in periferia, per la presenza di due borse sospette, di cui una sarebbe una borsa frigo. Sul posto gli artificieri. Interrotto il tratto tra le stazioni di Torrenova e Grotte Celoni, come fa sapere l’Atac che ha predisposto bus sostitutivi.

L’ALTRO ALLARME – La polizia questa mattina ha chiesto all’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Roma di interrompere parzialmente il servizio della metro, da Termini a Ottaviano, per un pacco sospetto segnalato alla stazione Lepanto, e chiudere la stazione in cui è scattata l’allerta. Ma i controlli hanno dato esito negativo. La circolazione è dunque tornata regolare sull’intera tratta.
A quasi una settimana dai tragici attentati di Parigi, a Roma e in tutta Italia è psicosi terrorismo. E ad agitare le acque ci pensa anche l’Fbi con una segnalazione scioccante. Gli agenti federali internazionali avrebbero identificato i prossimi obiettivi dell’Isis a Roma e Milano.

OBIETTIVI – Il califfato islamico nelle ore immediatamente successive alle stragi in Francia aveva avvertito: “Colpiremo Washington come Parigi, poi Londra e Roma“. E nella capitale, secondo quanto riferito dall’Fbi, nel mirino ci sarebbe San Pietro, la Città del Vaticano, il simbolo della cristianità contro cui i jihadisti combattono per imporre il loro Allah. Il Duomo e il teatro La Scala, invece, i luoghi di possibili attentati a Milano. Non si tratta di segnali diretti di minacce concrete, ma la sicurezza a Roma è stata comunque rafforzata con la distribuzione massiccia di militari nei punti nevralgici della città, senza sottovalutare le periferie. San Pietro al momento è già blindata, anche se il Papa ha tuonato: “Niente porte blindate nella chiesa“.

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