Ss Lazio, Marcelo Salas: tra disavventure e nuovi impegni

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Ss Lazio, Marcelo Salas: tra disavventure e nuovi impegni

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Giocano in una squadra, entrano nel cuore dei tifosi e poi se ne vanno. Ma dove? Che fine fanno alcuni calciatori che magari spariscono dal giro del calcio italiano? Alcuni tornano nel loro paese e cambiano totalmente attività anche grazie ai guadagni fatti, altri restano comunque nel mondo del pallone con un altro ruolo. Questa volta parliamo di Marcelo Salas, in realtà in Italia si è parlato di lui poche settimane fa, a fine settembre esattamente, quando è stato vittima di una disavventura.

IL FATTACCIO – L’ex attaccante di Lazio e Juve era in vacanza con la fidanzata a Punta Cana nella Repubblica Dominicana in un resort quando è stato colpito e picchiato da alcuni addetti alla sicurezza del resort dove alloggiava. Stava discutendo con un turista cileno di rugby, ma poi a quanto pare la discussione sarebbe degenerata in rissa. Il Matador, come viene soprannominato perchè si inchinava ai tifosi dopo i gol come fa un torero nell’arena, non ha voluto commentare la storia, sperando che finisse presto nel dimenticatoio.

LA CARRIERA CALCISTICA – Marcelo Salas, cileno classe ’74, in Italia ha giocato con la Lazio dal 1998 al 2001 e con la Juventus dal 2001 al 2003, vincendo 9 trofei, fra cui tre scudetti (uno in biancoceleste e due in bianconero), una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe e la Supercoppa Uefa con la Lazio. E poi anche tre Supercoppe Italiana, due con la Lazio e una con la Juve. Giocava come attaccante, con la Lazio ha segnato 48 reti in 117 presenze fra tutte le competizioni giocate, (34 reti in 79 presenze solo in Serie A in tre stagioni); solo 4 gol in 32 gare con la Juventus in due stagioni.

IL NUOVO IMPEGNO – Una volta appesi gli scarpini (nel 2008), Marcelo Salas, è diventato un dirigente sportivo e ha comprato l’Union Temuco, la squadra di calcio del posto dove è nato. È anche il presidente oltre a fare il ds del club cileno che milita nella Primera B. Ma ama ancora tornare a Roma, dove i tifosi lo accolgono ancora a braccia aperte. «Sono sempre legato alla Lazio, le mie figlie sono nate a Roma» ha detto di recente a una radio durante un’intervista. In tutti questi anni ha studiato economia, ha investito nella coltivazione di mirtilli creando un’azienda che esporta in tutto il mondo, e poi ha creato un servizio di assistenza per i bambini poveri del suo paese. Campione in campo e anche fuori.

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