Più poteri a Roma, i consigli del commissario Tronca alla Pisana

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“Il vero punto nodale è il peso che si intende dare alla peculiarità di Roma Capitale”. È andato subito al sodo, il neo commissario Francesco Paolo Tronca, davanti alle commissioni congiunte Affari istituzionali e Bilancio in Consiglio regionale. L’ex prefetto di Milano, nominato su indicazione del governo dopo la decadenza di Ignazio Marino per esercitare i poteri di consiglio, giunta e sindaco messi insieme (fino alle prossime elezioni), ha incontrato questo pomeriggio il presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, e le due commissioni congiunte per dire la sua su una proposta normativa della Giunta che potrebbe riguardarlo direttamente. Quella che recepisce la legge Delrio e devolve alcuni poteri a Roma Capitale. Pur fornendo le proprie indicazioni, Tronca ha più volte rimarcato di non voler oltrepassare i confini dettati dal proprio ruolo di commissario.

DARE SEGNALI FORTI – “Roma capitale – ha spiegato il prefetto, palermitano di nascita e milanese d’adozione – ha una sua peculiarità che non può essere disconosciuta e va tenuta in debito conto anche e soprattutto a livello ordinamentale”. “Io – ha precisato – devo pensare a mandare avanti l’amministrazione nel migliore dei modi cercando di intervenire sulle criticità senza mai varcare i confini del mio mandato. Ciò non toglie che certi segnali forti si possono dare. Ma purché rientrino pienamente nell’ambito della mia responsabilità di cui sono il titolare”.

RINVIARE PROVVEDIMENTI ATTUATIVI – Tronca però ha avanzato qualche perplessità sull’attuazione immediata della legge. “Non mi sembra, da tecnico del suono – ha detto –, che risultino particolarmente chiare le modalità con cui vengono individuate le risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie a Roma Capitale per fare fronte a tutte le nuove funzioni amministrative conferitele. Questo può valere anche per gli altri comuni ma particolare per Roma, viste le dimensioni del problema”. “Il pensiero – ha aggiunto – mi è subito corso a immaginare che si potrebbe prevedere un rinvio a successivi e distinti provvedimenti attuativi di dettaglio, che permettano una pesatura di queste risorse, in termini finanziari, che sono indispensabili per svolgere le importantissime e complesse funzioni previste in più, che richiedono un impianto gestionale. Se vengono attribuite nuove funzioni queste devono funzionare alla perfezione e per questo servono strumenti per farle funzionare”. Pertanto, ha spiegato, “l’unica proposta che mi permetto di rimettere è quella di immaginare di concertare in modo più analitico ogni valutazione di merito per poi consentire un’attenta è necessaria analisi economico-organizzativa che tenga conto della peculiarità e della complessità della struttura di Roma capitale”.

IL PESO DI ROMA CAPITALE – Tronca ha quindi invitato le commissioni riunite a valutare il peso che si intende attribuire a Roma Capitale. “L’articolo 3 della proposta – ha affermato – prevede un’apposita sessione del Cal alla quale partecipa anche l’ente. La concertazione nell’ambito del Cal rende di fatto, a mio parere, il peso specifico di Roma Capitale equiparato al peso specifico degli altri comuni. Il perché e il per come non spetta a me. È frutto di una scelta politica, tecnica, di una prima stesura che va rivista? A voi la valutazione. È una cosa che ho rilevato ma non entro nel merito”.

MAGGIORI POTERI DAL PUNTO DI VISTA GESTIONALE – Riguardo invece alla gestione e all’organizzazione dei servizi pubblici integrati, il commissario di Roma ha invitato le commissioni a riflettere sulla possibilità di attribuire un ruolo di maggior peso alla capitale. “Considerato – ha spiegato – che gli Ato perimetrano il territorio su cui sono organizzati i servizi pubblici integrati, pensiamo a servizi importantissimi quale quello del ciclo dei rifiuti o del tpl, fondamentale per il cittadino e per il livello di qualità della vita di tutti gli ambiti, forse in questo Roma Capitale dovrebbe vedersi attribuito un ruolo un po’ più significativo non dal punto di vista politico ma da quello gestionale e organizzativo, perché è la cabina di regia di questi settori che sono essenziali per la vita quotidiana. Tutto questo non mi sembra che emerga in modo significativo dall’articolato della proposta di legge”. “Forse – ha aggiunto – meriterebbe un approfondimento e una riflessione che può portare a qualsiasi scelta politica. L’importante è che si abbia chiaro che quello è un punto molto importante. È un richiamo di attenzione che mi permetto di fare pervenire, un passaggio che potrebbe rivelarsi problematico in sede di applicativa in futuro ma potrebbe anche non rivelarsi tale”.

GLI AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI – Quanto agli ambiti territoriali ottimali che “devono essere definiti con delibere di giunta” e previsti dalla proposta di legge della Regione, Tronca ha sottolineato che “anche questo è un punto estremamente importante che merita un confronto politico, una riflessione nel processo dialettico-democratico molto importante. Ma non spetta a me, io richiamo solo l’attenzione sui punti che mi hanno colpito di più”.

 

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