Andavano in tv e poi evadevano le tasse: sequestrati 26,5 milioni a falsi enti no profit

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Andavano in tv e poi evadevano le tasse: sequestrati 26,5 milioni a falsi enti no profit
Foto archivio

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo dell’importo di circa 26,5 milioni di euro, in relazione a un articolato sistema di evasione posto in essere da associazioni culturali, operanti nel settore dell’assistenza legale ai medici. Si trattava di associazioni no profit costituite al fine esclusivo di mascherare come prive di fine di lucro delle attività economiche vere e proprie, in realtà strutturalmente “orientate al profitto”.

In particolare, i personaggi implicati nella vicenda erano noti anche per aver partecipato a trasmissioni televisive, al fine di dare risalto alle proprie attività associative. “Tali enti – spiega la guardia di finanza in un comunicato – succedutesi nel corso degli anni, hanno di fatto fornito servizi di assistenza legale al personale medico, soprattutto sotto forma di azioni legali collettive contro lo Stato italiano per il riconoscimento di rimborsi spettanti ai medici per l’attività svolta durante il periodo di “specializzazione”.

Lo svolgimento di una simile attività conferisce natura commerciale alle suddette associazioni, le quali hanno utilizzato la forma giuridica degli enti no profit al solo scopo di beneficiare delle relative agevolazioni fiscali e di occultare i ricavi derivanti dall’attività economica svolta. 
I ricorsi seguiti da tali associazioni erano volti, essenzialmente, all’attribuzione al personale medico di rimborsi per non aver percepito, durante la frequenza di specifici corsi di specializzazione, il trattamento economico stabilito dalle direttive comunitarie.

I medici interessati a fruire di simili prestazioni legali erano, pertanto, chiamati a sottoscrivere una tessera associativa della associazione (nelle sue varie declinazioni), il primo anno gratuita e poi a pagamento (a seconda del numero di servizi offerti), nonché a versare ulteriori corrispettivi (con tariffe diversificate a seconda del grado di giudizio) per aderire al ricorso.  In caso di vittoria, inoltre, l’associazione avrebbe trattenuto una parte delle somme liquidate a titolo di compenso per la propria prestazione.

Le articolate indagini svolte hanno quid consentito di svelare il carattere strumentale e fittizio delle associazioni no profit in questione, le quali, negli anni dal 2006 al 2014, hanno omesso di dichiarare ricavi per oltre 70 milioni di euro ed oltre 11,5 milioni di euro I.V.A..
Sono quindi stati posti sotto sequestro i rapporti finanziari delle associazioni culturali nonché degli autori dei reati, con estensione alle disponibilità liquide, ai valori, ai titoli, alle quote sociali e agli immobili nella loro disponibilità, sino a concorrenza dell’importo di circa 26,5 milioni di euro, corrispondente all’imposta complessivamente evasa.

L’attività oggi effettuata costituisce espressione della costante azione della Guardia di Finanza a tutela del bilancio pubblico, attraverso la ricerca e la repressione dei più gravi e complessi fenomeni di economia sommersa e di evasione fiscale, con correlata aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dagli autori dei pertinenti reati.

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