Atac, si rompe la metro B: mattinata di caos, bus strapieni

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Atac, si rompe la metro B: mattinata di caos, bus strapieni

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L’ennesima mattinata di inferno per chi doveva spostarsi a Roma è iniziata intorno alle sette e mezza con la rottura di un tratto della linea aerea della metro B nella zona della stazione Cavour e conseguente interruzione dell’alimentazione elettrica. Un disagio che ha costretto Atac, nell’ora di punta mattutina, a bloccare la circolazione e attivare le navette sostitutive. Roma è rimasta per due ore senza metro B e B1 tra Jonio e San Paolo e Monti Tiburtini – San Paolo.

Quel poco che funzionava era praticamente irrilevante: si circolava sottoterra solo tra San Paolo e Laurentina e Monti tiburtini – Rebibbia. Così è ricominciata l’odissea per chi andava a lavorare e per i turisti. Il traffico, cresciuto a dismisura, affollava le principali arterie come la tangenziale Est condizionando la giornata di migliaia di persone; le stazioni dei trenini metropolitani sono state in molti casi, come a Ostiense e Tiburtina, prese d’assalto da chi una macchina non l’aveva; e a Termini si sono riversate migliaia di persone in piazza dei Cinquecento alla ricerca di un bus disponibile come il 714 letteralmente assaltato dagli utenti. Si attivano le squadre dei tecnici e poco dopo le nove e trenta l’Atac dirama un comunicato per informare sulla ripresa del servizio nel quale scrive, tra l’altro: “L’azienda sta accertando le cause dell’accaduto e non si esclude che il danneggiamento della linea sia stato provocato da un’infiltrazione d”acqua causata da terzi”.

Chi sia stato non si sa, ma l’Atac dice in sostanza “non sono stato io”. A compensare le parole di Atac arriva poco dopo una nota del sindaco Ignazio Marino che annuncia l’apertura straordinaria dei varchi in centro: “Abbiamo deciso di aprire i varchi Ztl perchè non possono essere i cittadini a pagare decenni di scelte politiche sbagliate” ha spiegato Ignazio Marino. “Nei primi due anni di amministrazione della città – continua – ci siamo dovuti occupare di un debito di 874 milioni di euro e portare i conti in pareggio. Ma rimane il fatto che per decenni non sono stati fatti lavori di manutenzione, per cui adesso servono almeno 250 milioni di euro”. E mentre si scatenavano le facili polemiche politiche sulle condizioni del trasporto pubblico della capitale, romani e pendolari cercavano faticosamente di raggiungere il posto di lavoro.

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