Alitalia Maintenance Systems, lavoratori in piazza a Montecitorio

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Alitalia Maintenance Systems, lavoratori in piazza a Montecitorio

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I lavoratori di Alitalia Maintenance Systems scendono in piazza a Montecitorio. I dipendenti della società di riparazione motori aerei partecipata da Alitalia Sai hanno tenuto ieri un presidio a Roma davanti la sede del governo, due giorni dopo il sit-in presso la sede di Alitalia di Fiumicino, per opporsi al fallimento dell’azienda.

IL QUADRO – La situazione di Ams è critica: il 24 settembre scorso è scaduto il termine ultimo per salvare la compagnia e, senza svolte dell’ultim’ora, il giudice fallimentare la metterà in liquidazione con 240 lavoratori che verranno licenziati. «É paradossale – hanno dichiarato i deputati M5S Paolo Romano e Davide Tripiedi, presenti alla manifestazione a Montecitorio – che la principale azienda di manutenzione aerea in Italia rischi di chiudere a causa di giochi di potere e poltrone». E non c’è ottimismo neppure dopo l’apertura del ministero dello sviluppo economico ad un incontro tra i lavoratori e i vertici aziendali convocato per giovedì 1° ottobre: «potrebbe essere tardi – hanno tuonato i due deputati – perchè i libri di Ams sono già in tribunale e l’Enac potrebbe sospendere le certificazioni senza cui l’azienda non può lavorare. È necessario che Alitalia dia immediatamente assicurazione che i motori restino in Italia e che Ams possa ancora avere commesse».

SPERANZE – La vice-sindaco di Fiumicino Anna Maria Anselmi però mantiene viva la speranza: «Il sindaco – ha detto – è stato ricevuto da Giancarlo Schisano, direttore operazioni Alitalia, che ha espresso la disponibilità a mantenere la commessa dei motori davanti a proposte concrete di aziende pronte a rilevare Ams. Siamo in un momento cruciale e spero vivamente che vengano confermate le indiscrezioni che vi sia qualcuno che si sta facendo avanti». La Alitalia Maintenance Systems è sull’orlo del baratro principalmente a causa dell’impegno poi non rispettato della società giordana Panmed di entrare in società, investire ingenti somme di denaro (circa 250 milioni di euro in cinque anni) e salvare centinaia di persone in cassa integrazione a rotazione. Si attendono dunque sviluppi nei prossimi giorni.

IKEA – Alta tensione anche da Ikea: i lavoratori del famoso marchio svedese hanno manifestato ieri a Roma presso il  maxi negozio in zona Anagnina e, appoggiati dai sindacati, si oppongono alla disdetta unilaterale del contratto integrativo e alla firma di un nuovo accordo che comporterà, tra i vari punti, maggiorazioni domenicali e festive per i dipendenti e rivisitazione del premio aziendale.

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