Imprese, Federlazio: «Segnali positivi ma è ancora una ripresa timida»

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Imprese, Federlazio: «Segnali positivi ma è ancora una ripresa timida»

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La “ripresina” economica c’è anche nella nostra regione, come dimostra la consueta indagine congiunturale di Federlazio sullo stato di salute delle piccole e medie imprese del Lazio. Lo studio, su un campione di 350 aziende associate, riguarda il semestre gennaio-giugno 2015 e i risultati sono stati presentati presso la sede dell’Associazione dal Presidente della Federlazio Silvio Rossignoli e dal Direttore Generale Luciano Mocci. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, l’Assessore allo Sviluppo Economico e Attività produttive della Regione Lazio Guido Fabiani e il Presidente della CCIAA Roma, Lorenzo Tagliavanti. I dati indicano, almeno per ora, una cauta ripresa confermata anche dai dati nazionali che andranno verificati nel tempo. Resta il fatto che nel periodo preso in esame, le opinioni degli intervistati ci dicono che gli ordinativi ricevuti migliorano di 14 punti e di 11 punti in più per i mercati della Unione Europea. Per quanto riguarda il fatturato nel I semestre, considerato l’opinione delle aziende, recupera 24 punti passando da 30 a 6 punti pur rimanendo negativo. Il 28% delle imprese dichiara di aver effettuato investimenti con una percentuale in lieve crescita rispetto al semestre precedente. Nello stesso semestre di quest’anno le imprese hanno aumentato l’occupazione del 19,1%. Aumenta invece quella di coloro che dichiara di aver ridotto gli organici (da 17,4 al 19,1%). Di conseguenza il saldo di opinioni sull’occupazione, pur assumendo valore nullo, migliora in termini assoluti in quanto nel semestre precedente era negativo (-7).

PREVISIONI – L’indagine Federlazio ha rilevato anche le previsioni a breve sui prossimi sei mesi dalle quali emerge un miglioramento diffuso per gli ordinativi sia sul mercato interno che su quello UE. Riguardo le previsioni sull’occupazione per il successivo semestre 2015, il saldo atteso migliora di 11 punti. Aumenta anche la percentuale di imprese che ha manifestato l’intenzione di fare investimenti nella seconda parte del 2015, ora pari al 33,9% rispetto al precedente 29,9%. Tra i principali problemi segnalati dagli imprenditori sale al primo posto il “ritardo dei pagamenti da parte dei privati”. Passa invece in secondo piano “l’insufficienza della domanda”, segue il “ritardo dei pagamenti della Pubblica Amministrazione e l’impossibilità di partecipare agli appalti”. In aumento anche la percentuale di chi ha indicato la “mancata concessione del credito bancario. Per quanto riguarda l’evoluzione di questa crisi, gli imprenditori manifestano un certo ottimismo e diminuisce la percentuale delle imprese che dichiarano di non intravedere “alcuna via di uscita”. Così come diminuisce la percentuale di coloro convinti che “il peggio deve ancora venire” (dal 6,8% al 5,9%). Aumenta invece la percentuale di imprese più ottimiste per le quali “si incomincia ad intravedere una luce in fondo al tunnel”: dal 35,0% del secondo semestre 2014 al 52,5% di questi primi sei mesi del 2015.

RISCHI – La percentuale di imprese che ritengono di correre seri rischi di chiusura nel prossimo futuro rimane sostanzialmente invariata. Per quanto riguarda le iniziative che le imprese intendono assumere per contrastare la crisi, al primo posto il “taglio dei costi di gestione” fra cui evidentemente il personale. Mentre la sconsolate notizia viene compensata da un quarto delle imprese che prevede “creazione di nuovi prodotti e servizi” (dal 19,8 al 19,0%). Alla domanda su cosa renda la loro attività meno competitiva in Italia rispetto le imprese indicano nell’ordine la “pressione fiscale” sul “costo del lavoro” e la “complessità normativa e burocratica”.

TAGLIAVANTI – Approfittando dell’occasione il neoeletto presidente della Camera di Commercio Tagliavanti ha puntato il dito contro l’opposizione alla sua recente nomina di Confindustruia e Confcommercio, ribadita ancora stamane in conferenza stampa dalle due associazioni che non parteciperanno ai lavori della direzione della Camera. «Mi auguro – ha detto Tagliavanti – che i gruppi dirigenti di Confcommercio e Confindustria decidano di tirare il carretto insieme a noi» assumendosi le loro responsabilità. E ha aggiunto «dobbiamo favorire le piccole imprese. Questo è il vero grande compito delle istituzioni». Aggiungendo «gli imprenditori romani sono quasi 500.000, se avranno la forza di riscattare non solo la loro azienda ma anche l’immagine della città in cui operano questa è senza dubbio una buona notizia».

ROSSIGNOLI – Il presidente di Federlazio, Silvio Rossignoli, commentando i dati dell’indagine congiunturale nota una intensificazione della innovazione che è una strada obbligata ai fini della competizione anche internazionale. E la Regione Lazio, ha aggiunto «con il programma di reindustrializzazione del territorio appena varato, sta procedendo proprio in questa direzione». Infine parlando dell’imminente Giubileo ha rilevato che i 50 milioni stanziati per il Giubileo sono soldi dei romani «e non c’è stato fatto alcun regalo». Ma, aggiunge «verranno parcellizzati in piccole commesse da 900.000 euro l’una. Verranno spesi in piccoli interventi che non modificheranno niente».  I pellegrini – ha aggiunto Rossignoli – «soffriranno come tutti i romani per il malfunzionamento di molte cose che, purtroppo, non verranno migliorate visto il piccolo contributo ricevuto sul fronte della viabilità e dei trasporti. Forse era meglio non spenderli nemmeno questi soldi».

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