Rai, gli ascolti del mattino affondano come il Titanic

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Rai, gli ascolti del mattino affondano come il Titanic

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Panico a Rai Uno. Gli ascolti di questa settimana confermano che le scelte di programmazione sono fallimentari. Cioè, va bene che repetita iuvant, ma siamo nel 2015 mica nel 2014. O 13. Sempre la stessa pappa.

LA STESSA PAPPA – Colazione da UnoMattina: Francesca Fialdini schiacciata da Franco Di Mare. Ma almeno dalle 7 alle 9 l’ammiraglia straccia Canale 5, ieri con quattro punti di scarto, 20,49%. Poi arriva la prof. Eleonora Daniele, che attraversa imperturbabile quelle “Storie Vere” che fanno accapponare la pelle. I “teaser”, cioè i primi piani ad effetto prima delle pubblicità per invitare il pubblico a restare all’ascolto, lei li fa per lanciare il servizio. Sta creando un suo stile? Intanto però la media settimanale di ascolti scende e va sul 14%. Segue in cattedra la Isoardi, che passata prematuramente con i suoi “Conti fatti” da maestrina a preside, stiracchia un 12% di share: caro Di Meo non era meglio continuare col servizio pubblico invece che riproporre sempre il solito gossip?

LA PERICOLOSA SOLUZIONE – Si capiva, era necessario trovare una soluzione. Lo avreste mai creduto che si arrivasse a sopprimere il Tg delle 11 per non perdere colpi con la Palombelli e la corazzata Forum? Noi di Maledetta tv ve lo avevamo detto! Ma non siamo sicuri che dieci minuti in più di programma a danno delle news siano garanzia di maggiori ascolti. Caro Di Meo, era questo il riequilibrio tra informazione e intrattenimento di cui parlavamo mesi fa? Una “innovazione” che lascia con l’amaro in bocca, dopo un’estate dove l’alternarsi di conduttori e di stili in qualche modo aveva mantenuto gli ascolti, sia pure con cambiamenti in corsa. E’ il tramonto della tv generalista, che ormai è fotocopia – sbiadita- di se stessa.

LA SPERANZA – La speranza è di guadagnare quel paio di punti di share persi dal 2014, che comunque non riusciranno ad eguagliare la certezza del primato di anni fa. Si fa un gran parlare di “traino”, ovvero un modo tecnico per dare colpa del poco ascolto di un programma a chi lo precede: non sarà invece che il pubblico, ormai smaliziato, si lascia distrarre dall’offerta sempre più vasta e specialistica delle tv satellitari? Anche la Clerici, indiscussa signora del mezzogiorno, comunque va in onda da tre lustri con lo stesso programma e in questi giorni “La prova del cuoco” ha un 16% quando prima faceva come minimo il 20. E allora è lecito domandarsi se questo giocare in rimessa, facendo il gioco del quindici sempre con gli stessi contenuti e le stesse facce, non sia un grave errore strategico. E senza prendersela troppo con le conduttrici, sembra che la Rai non creda più in se stessa: nessuna idea, nessun rischio. Caro Di Meo, ma non sarà semplicemente ora di fare una televisione più moderna anziché di giocare con la programmazione, di cui il nuovo direttore generale è per giunta massimo esperto?

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