Comune di Roma, la protesta della cooperativa blocca il bando per i canili

0
Comune di Roma, la protesta della cooperativa blocca il bando per i canili

ARTICOLI IN EVIDENZA

Da un cartello affisso sulla porta della sala, in cui si sarebbe dovuta tenere l’apertura delle buste per il ”bando ponte” per la gestione dei canili comunali, gli operatori hanno appreso del rinvio a causa della mancanza di elettricità. I lavoratori di canili e oasi feline si erano ritrovati nel primo pomeriggio sotto la sede del dipartimento Politiche ambientali a Circonvallazione Ostiense per manifestare contro la procedura di gara.

LA POLEMICA – Formalmente l’apertura delle buste è stata rinviata per mancanza di elettricità e conseguente inagibilità del palazzo. Ma i lavoratori dei canili hanno polemicamente contestato la versione ufficiale affermando «abbiamo girato per tutti i piani e i corridoi del palazzo e abbiamo documentato che la corrente c’è. Siamo entrati nella sala dove era in programma la seduta e abbiamo addirittura acceso la luce. Non hanno neanche la dignità di dire che questo bando è scandaloso e quindi hanno trovato questo escamotage».

La protesta con tanto di striscioni si è quindi spostata presso la sede del dipartimento Patrimonio, che i lavoratori hanno cercato di occupare per poi essere bloccati dalle forze dell’ordine. Domani si svolgeranno due incontri all’assessorato all’Ambiente con i sindacati e successivamente con le associazioni che gestiscono i canili a Roma.

LA NOTA – Diversa è la versione del dipartimento all’Ambiente che con una nota spiega come questa decisione sia stata presa per permettere di verificare la possibilità di reperire nuovi fondi da aggiungere a quelli previsti nel bando, come  dichiarato ieri dall’assessore Estella Marino per garantire i livelli occupazionali. Inoltre la nota conferma che lo stabile in cui sarebbe dovuta svolgersi l’operazione è stato dichiarato inagibile per mancanza di corrente.

Lo scontro sul bando per la gestione dei canili comunali era già avvenuto la scorsa settimana tra il presidente della commissione Ambiente capitolina Athos De Luca e l’Associazione Volontari Canile di Porta Portese (Avcpp). Infatti la presidente della associazione aveva sollevato la protesta denunciando che il 90% del personale è a rischio licenziamento.

De Luca aveva quindi parlato di una campagna di disinformazione «ai danni di un’amministrazione che per la prima volta rompe il sistema degli affidamenti diretti, dati in proroga per quasi 15 anni, e faccia un bando pubblico per la gestione dei canili comunali».

A RISCHIO GLI OPERATORI – Inoltre attaccava la Avcpp ricordando che l’Associazione volontari canili di Porta Portese ha gestito più di 10 mila euro al giorno senza una procedura di gara. Immediata la risposta della presidende dell’Avcpp, Simona Novi la quale ricordava che la contestazione non riguarda la gara in sè, ma gli importi stabiliti che comportavano la perdita del posto per molti operatori. E aggiungeva «ricordiamo a De Luca che la pianta organica per la gestione dei canili comunali di Roma non è stata decisa da chi i canili li gestisce, ma dal Comune di Roma nel 2004» con una associazione di volontariato «senza presidenti, consigli di amministrazione, dirigenti pagati, ma con operatori a 1200 euro al mese di stipendio che accolgono ogni anno 2600 animali “nuovi”, malati, feriti, morsicatori in entrata  e che hanno fatto uscire nel 2014 tutti i 1400 cani che erano entrati l’anno precedente».

Inoltre avendo superato due licitazioni private (nel 1997 e nel 2001) e dopo aver partecipato alle 3 gare già indette dal Comune di Roma, nel 2008 e 2014 non è certo colpa dell’associazione e degli operatori se nessuna di queste è andata a buon fine. Vedremo come andrà a finire la quarta. I casi sono solo due: o ha ragione De Luca oppure l’assessora sta facendo marcia indietro.

[form_mailup5q lista=”campidoglio”]

È SUCCESSO OGGI...