Terrorismo, stazioni ferroviarie e marittime troppo vulnerabili

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Terrorismo, stazioni ferroviarie e marittime troppo vulnerabili

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Mezzi di trasporto e sicurezza. È questo inevitabilmente il tema più attuale nella nostra regione, sia dopo quando accaduto in occasione dei funerali di Vittorio Casamonica che in vista del Giubileo. L’incubo terrorismo regna sovrano in tutto il mondo e Roma non è da meno.

I CASI – Nel primo caso un elicottero ha sorvolato uno spazio aereo, precisamente in zona Roma sud arrivando dalla Campania, decollo autorizzato, ma non poteva nè cambiare piano di volo  nè tantomeno scendere di quota e buttare petali di rosa nella zona della Chiesa di Don Bosco – secondo quando riferito dai tg nazionali – e il tutto senza che nessuno intervenisse in tempo per frenare l’azione.

Al pilota è stata revocata la licenza di volo, ma la domanda che si sono posti tutti è che poteva trattarsi di un attentatore e nessuno lo ha fermato. In un periodo storico in cui gli attentati terroristici seminano il panico (basta ricordare quanto accaduto in Tunisia o in Francia, o ancora solo pochi giorni fa su un treno che collega Amsterdam a Parigi) è anche logico che la gente abbia dei forti dubbi sulla sicurezza nazionale e locale.

GIUBILEO – Roma si appresta ad ospitare il Giubileo, e ciò inevitabilmente porterà in città tanti pellegrini, oltre a chi abitualmente viene nella capitale per lavorare o visitare i monumenti. E la paura è che porprio in questo caos si possano infiltrare dei terroristi. Impossibile, però, pensare a un sistema di controllo come quello degli aeroporti, con l’arrivo dei passeggeri circa due ore prima nelle stazioni, metal detector, bagagli da imbarcare o comunque da controllare così come documenti e biglietti. Se ne era già parlato nel 2002 in un forum mondiale sulla sicurezza a ridosso dell’attentato americano, in cui si ipotizzava un modello di accesso simile a quello degli aerei per stazioni ferroviarie e marittime. Un sistema simile è utilizzato al momento solo nei treni che collegano Parigi e Londra e viaggiano attraversando il tunnel della Manica.

IPOTESI E COSTI – Ovviamente ci sarebbe da far fronte a dei costi elevati, e l’uso di queste barriere potrebbe anche frenare qualche viaggiatore, ma è in ballo la sicurezza di tutti. Il discorso si fa complesso, però, in riferimento ai pendolari, un conto contrallare l’accesso ai treni a lunga percorrenza, un conto a quelli regionali sempre affollati. E soprattutto è praticamente impossibile chiedere a un pendolare di arrivare in anticipo almeno di un’ora tutti i giorni rispetto all’orario del treno in partenza per sottoporsi a dei controlli.

L’aerea della stazione termini nei prossimi mesi subirà dei cambiamenti proprio per prepararsi ad accogliere i fedeli, stiamo parlando di una delle stazioni più grandi d’Europa, con circa 150 milioni di viaggiatori l’anno. Già ora la stazione è presidiata da agenti della polizia ferroviaria e da sistemi di sorveglianza e sicurezza, ma non da metal detector per il controllo di armi e bagagli. Da alcuni mesi sono presenti dei gate di accesso controllato ai binari, per cui vi accede solo chi è realmente munito di biglietto da viaggio. Almeno in questo modo si pone un freno alla quantità di persone sui binari, ma di certo non è il prezzo di un biglietto a frenare un attentato terroristico. Così si limitano sicuramente furti o altri tipi di reati. Insomma al momento stazioni ferroviarie, marittime, metropolitane o di bus sembrano ancora troppo vulnerabili.

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