Mafia Capitale, per Gabrielli altri 4 comuni a rischio scioglimento

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Mafia Capitale, per Gabrielli altri 4 comuni a rischio scioglimento

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Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha parlato di altri quattro comuni della provincia di Roma a rischio scioglimento sempre parlando di Mafia Capitale.

CHI RISCHIA – Il prefetto, al termine dell’audizione in commissione parlamentare Antimafia, ha spiegato che ci sono tanti diversi comuni dove è stata registrata una mala amministrazione, o comunque ci sono stati diversi episodi. Comuni nominati: «Morlupo, Sacrofano, Castelnuovo di Porto e Sant’Oreste, oggetto di accessi delle commissioni. Nei prossimi giorni definiremo una valutazione che porteremo all’attenzione del ministro dell’Interno».

ALLARME – Gabrielli ha parlato di come si sia reso necessaria la sospensione dei sindaci di Marino e Guidonia (fatti di grave corruzione) e di come altri territori vadano controllati perchè soggetti a traffici illeciti. «Le mafie tradizionali a Roma e provincia si muovono secondo un copione non lontano dal modello di Cosa Nostra degli anni ’70-’80 con l’insediamento a Roma del suo “‘cassiere” Giovanni Pippo Calò, uomo capace di intessere alleanze sia con la delinquenza romana della Banda della Magliana sia con frange dell’eversione nera».

DEGRADO ROMA – «I media nazionali ed esteri negli ultimi giorni hanno dato grande risalto al problema del degrado nel Comune di Roma – ha aggiunto – che non solo incide sulla qualità della vita ma rischia anche di alimentare il terreno di coltura della criminalità organizzata: nei singoli municipi il fenomeno si presenta con un andamento a macchia di leopardo che non risparmia neanche quartieri centrali o semicentrali. Sono però alcune periferie a soffrire maggiormente, come l’area del Pigneto dove negli ultimi giorni ci sono state due aggressioni nei confronti delle forze dell’ordine».

CARMINATI E BUZZI – «Dalle indagini risulta in modo chiaro come Mafia Capitale sia il prodotto originale e originario dell”evoluzione di alcuni ambienti della criminalità romana. Ne è una sintesi la figura del suo leader indiscusso, Massimo Carminati» ha spiegato. E poi su Buzzi ha precisato: «Vorrei ricordare che stiamo parlando di un imputato che si difende. Parliamo di valutazioni che la Procura non necessariamente prenderà in considerazione e che porterà all’attenzione di un giudice. Sono le parole dette da una persona che non è nella condizione di libertà, che si difende e che difendendosi immagina di fare percorsi di un certo tipo».

LA MAPPA – «I sodalizi storici vedono Roma come un terreno strategico per il riciclaggio del denaro sporco, tant’è che la mappa della criminalità organizzata nell’area di Roma vede attive affiliazioni delle tre mafie storiche ognuna in zone precise, il che lascia supporre un accordo spartitorio sia per zone che per interessi» Ha detto il prefetto di Roma. «Articolata la presenza della ‘Ndrangheta per il riciclaggio con la acquisizione di immobili e attività commerciali, con ‘ndrine del vibonese, crotonese e reggino che hanno intessuto rapporti con i sodalizi romani, soprattutto i Casamonica – ha spiegato Gabrielli – la Camorra si concentra in alcune zone ben precise della Capitale, oltre all”investimento di capitali sporchi nel mercato immobiliare del Centro storico i sodalizi campani concentrano le proprie attività illecite nei quartieri dell”Esquilino con il clan Giuliano e di Ostiense con il clan Zaza in collegamento con i Mazzarella con interessi sulle attività di ristorazione e alberghiere, ma anche traffico di stupefacenti con il clan Moccia a Tor Bella Monaca; Cosa Nostra fa riferimento alla famiglia Triassi e concentra i propri interessi sul riciclaggio a Ostia insieme al clan Fasciani».

 Fonte Dire

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