Uber Pop, stop anche a Roma. Gli Ncc: “Servono regole”

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Uber Pop, stop anche a Roma. Gli Ncc: “Servono regole”

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Prima della sentenza del Tribunale milanese Uber Pop era attivo non solo a Milano, dove il caso è scoppiato virulento, ma anche a Roma dove nel marzo scorso la polizia municipale, facendo rispettare il regolamento degli Ncc (i noleggiatori con conducente) aveva bloccato tre autisti Uber sanzionandoli con 169 euro di multa e lo stop forzato per almeno due mesi.

Da oggi, con il blocco imposto dal giudice dopo mesi di battaglie tra i tassisti tradizionali e gli autisti che usano la famosa app lo scenario cambia completamente, ma non si fermano le polemiche. Tra chi grida finalmente alla giustizia e chi parla di un intervento a gamba tesa dei magistrati, la sentenza parla chiaro: “La richiesta di trasporto trasmessa dall’utente mediante l’app Uber-Pop – si legge tra le motivazioni – appare di fatto del tutto assimilabile al servizio di radio taxi”. Senza licenze, tasse da pagare e altri oneri cui sono tenuti i tassisti il servizio della multinazionale californiana si configurerebbe come qualcosa di altamente concorrenziale, per il giudice vera concorrenza sleale, con le auto bianche.

Un meccanismo, spiega la sentenza, che “interferisce con il servizio taxi organizzato dalle società, svolto dai titolari di licenze», e che rappresenta “un vero salto di qualità nell’incrementare e sviluppare il fenomeno dell’abusivismo. Uber ha subito annunciato che farà “appello per evitare che centinaia di migliaia di cittadini italiani siano privati di una soluzione sicura, affidabile e economica per muoversi nelle loro città”. Certamente i blocchi a Uber non sono una novità fuori dall’Italia: provvedimenti analoghi sono già arrivati in Francia, Spagna, Olanda e in paesi più lontani come India o Thailandia.

Da noi però in molti aspettavano da tempo una decisione, come ad esempio i noleggiatori della Cna di Roma che ha sottolineato la supplenza della magistratura alla azione del governo: “Ricorrere alla magistratura per governare la mobilità delle persone significa non voler governare” ha detto Giuseppe Rapetti, coordinatore Ncc regionale del Lazio della Cna a proposito della sentenza del Tribunale di Milano.

“Questo caso ci insegna, ancora una volta, come l’inerzia del Governo su temi centrali come la concorrenza e la fiscalità per gli operatori esteri abbia generato anche nel mercato romano gravi distorsioni e inutili contrapposizioni che vengono puntualmente strumentalizzate”. Gli Ncc hanno chiesto l’istituzione di un tavolo di confronto per arrivare a nuove regole e certezze nel settore.

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