Intervista in esclusiva al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

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Intervista in esclusiva al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti
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Anticipiamo l’estratto della intervista che verrà pubblicata integralmente domani sul primo numero del Quotidiano della PROVINCIA, giornale che sarà in edicola in abbinamento con il Tempo.

Le Province sono state cancellate perché ritenute «inutili» ma i loro poteri passano alle città metropolitane in attesa che questi stessi poteri vengano definiti e ampliati. Un evento poco avvertito dall’opinione pubblica anche perché il sindaco di Roma Ignazio Marino assume l’incarico di sindaco della città metropolitana per legge e l’assemblea dei consiglieri non è stata eletta dal popolo sovrano, ma da meno di duemila grandi elettori votati dagli amministratori dei 121 comuni che fanno parte della zona metropolitana.

Ricordiamo che fra i sostenitori di questa istituzione vi è l’attuale presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che ha introdotto l’intervista parlando della presenza del Lazio dell’Expo grazie ai progressi realizzati dalla  Regione nel settore dell’agroalimentare. Forse è noto a pochi che il padiglione del Lazio è fra quelli che sono stati realizzati integralmente grazie a «un grande sforzo organizzativo.»

Così, aggiunge il governatore «la Regione Lazio è protagonista all’esposizione, assieme a Roma e agli attori principali del territorio, con uno stand permanente dove promuoviamo in maniera del tutto nuova la storia, le ricchezze, i prodotti enogastronomici e le tradizioni del Lazio».

L’idea forte della  missione Expo è stata quella di creare «un legame tra Roma e gli altri territori e coniugare tradizione e tecnologie: i prodotti agroalimentari sono il filo conduttore di un nuovo racconto del Lazio».

Con questo spirito  è nato  il progetto regionale “Terre ai giovani” che, unico in Italia, assegna terre ai giovani per aprire nuove aziende agricole. Nicola Zingaretti nel corso dell’intervista ha parlato anche  rifiuti e urbanistica vantando in primo luogo la chiusura della discarica di Malgrotta dopo 35 anni  sottolineando che tutti i rifiuti prodotti nella regione oggi vengono trattati contro il 40% di solo 2 anni fa.

Inoltre nel bilancio 2014-2017 sono stati destinati ai Comuni del Lazio 150 milioni di euro per realizzare la raccolta “porta a porta”, che consente il riuso e il riciclo di gran parte dei materiali e permette di difendere l’ambiente e creare lavoro. Altri 30 milioni sono inoltre disponibili per la realizzazione di un Eco-Distretto per Provincia più uno a Roma. Poi ha accennato  all’urbanistica con il nuovo Piano Casa che «favorisce la rigenerazione urbana, implementa l’housing sociale, vincola le risorse per le opere pubbliche al territorio in cui si interviene e garantisce maggiore sviluppo per le aziende agricole».

Senza contare il nuovo Regolamento per la gestione degli alloggi per l’housing sociale che introduce nuovi criteri e per la locazione a canone calmierato degli alloggi da destinare all sociale. All’urbanistica si collega la questione della Mobilità e dei Trasporti, per i quali  pagati i debiti con Trenitalia si sono sbloccati i finanziamenti «che hanno consentito l’acquisto dei nuovi treni Vivalto, di cui 15 già consegnati, con un aumento di offerta giornaliera di 330 mila posti».

Con il pieno utilizzo, aggiunge Zingaretti,  di 3 nuove linee di servizio metropolitano si sono ottenuti 20.000 posti a sedere in più; 200km di rete su ferro a servizio di Roma e della sua area metropolitana, che si aggiungono ai 50km di metropolitane esistenti. Mentre è stato autorizzato il bando di gara per l’acquisto e la manutenzione di 415 nuovi bus per Cotral.

La sanità è invece un punto caldo che il presidente non ha evitato di affrontare nel corso dell’intervista citando le 4 Case della Salute aperte a Roma cui si aggiungono altre  7 strutture in tutta la Regione. Inoltre, ha affermato «chi ha un problema di salute non grave la domenica può andare in uno dei 17 studi di medicina generale aperti nel weekend invece che al pronto soccorso» attivando un circuito che in pochi mesi ha fatto registrare già 16.500 accessi. Tutti i pronto soccorso degli ospedali della provincia da circa un mese sono collegati in rete con i Dea dei grandi centri di riferimento per la trasmissione di immagini, mentre si stanno  creando nuovi reparti di degenza infermieristica, dove il paziente, dopo aver superato la fase acuta, viene preso in carico e assistito dal personale infermieristico fino alle dimissioni.

Infine  è entrato nel merito della riforma di quell’ area vasta da lui propugnata quando era   Presidente della Provincia di Roma e che oggi si realizza con la “città metropolitana”. «L’esperienza in Provincia – ci ha detto – ha fatto maturare la consapevolezza che per offrire servizi appropriati alle esigenze dei cittadini e per favorire lo sviluppo economico e sociale dei territori sono necessari enti di governo adeguati».

La prima conseguenza fu quella di riconoscere alla Provincia il ruolo  di organizzatore delle reti infrastrutturali quali la banda larga, le strade, le scuole superiori, i piani degli interventi sociali, compiti che i piccoli Comuni della Provincia  non sarebbero riusciti a svolgere senza «l’apporto organizzativo, strumentale ed economico dalla Provincia».

Da quella esperienza nasce l’idea di cogliere l’occasione della riforma Delrio «per svecchiare il sistema del governo dei territori della Regione». Non si tratta soltanto «di gestire i rapporti istituzionali e ripartire i poteri fra la Regione, Roma Capitale e altri enti, ma di rivitalizzare tutti gli enti locali che hanno responsabilità di governo nel territorio».

La Giunta regionale, nel febbraio del 2014, prima della riforma Delrio, ha proposto la legge per il “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi a Roma Capitale e ai Comuni del Lazio” trasferendo così alla Capitale e ai Comuni funzioni amministrative e gestionali già esercitate dalla Regione: demanio marittimo e fluviale e commercio. Ma per avere un corretto equilibrio istituzionale, e questo è uno dei punti essenziali dell’intervista «la Regione deve riservarsi il ruolo di ente di programmazione e legiferazione intervenendo soltanto nella gestione di quelle materie il cui esercizio unitario è inevitabile come ad esempio le politiche europee».

Questo implica un rapporto particolare con Roma Capitale perché «sarà necessaria un’integrazione di quelle norme nel nuovo testo di attuazione della legge Delrio e a questo si sta lavorando per rendere effettivo lo status speciale di Roma Capitale con un ordinamento adeguato e costituzionalmente garantito».

Per questo, anche laddove le funzioni dovessero essere riportate alla Regione «saranno creati gli uffici territoriali regionali, una sorta di “prefettura” regionale, dove i cittadini del Lazio potranno facilmente accedere per tutte le loro esigenze e potranno assolvere a tutte le faccende che prima svolgevano soprattutto nelle province.» Dalla sua esperienza della Presidenza della Provincia, Zingaretti ha maturato la convinzione che «la cooperazione fra gli enti territoriali è un valore che produce efficienza e risparmi nella gestione dei servizi».

Inoltre con la proposta di legge regionale per il riordino dell’associazionismo comunale e la soppressione delle comunità montane «si è messa mano, ad esempio, alla semplificazione e riduzione degli enti locali territoriali e si è incentivato l’esercizio associato dei servizi per i piccoli comuni, prevedendo premi per quei comuni che aderiscono e organizzano insieme».

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