Atletica, Golden Gala: fari accesi su Lavillenie e Gatlin. Non c’è Bolt

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Il Golden Gala cala i propri assi. Ad un mese esatto dalla kermesse dello stadio Olimpico la manifestazione, che dal 2013 è dedicata alla memoria di Pietro Mennea, si presenta alla stampa.

L’EVENTO – Il prossimo 4 giugno le luci dell’impianto romano si accenderanno per una serata dedicata alla grande atletica. Come per quelle che l’hanno preceduta, l’edizione numero 35 del meeting romano, tappa italiana della Diamond League, si presenta al via con numerosi protagonisti.

Il più atteso dagli appassionati è il francese Renaud Lavillenie, saltatore con l’asta che, con il record indoor di 6 metri e 16, ha cancellato la migliore prestazione al coperto di Sergey Bubka.

VELOCITÀ – Grandi attese anche nella velocità, con al via lo statunitense Justin Gatlin, tra gli atleti più in forma in questo inizio di stagione, e nel salto in alto donne, che vede il ritorno a Roma della croata Blanka Vlasic. Non ci sarà invece Usain Bolt.

LA PRESENTAZIONE – Oltre al presidente del Coni Giovanni Malagò e al presidente della Fidal Alfio Giomi, a lanciare l’appuntamento romano sono state due giovani speranze dell’atletica italiana, Daniele Meucci, campione europeo di Maratona la scorsa estate a Zurigo, e Alessia Trost, saltatrice in alto, tra le giovani realtà più promettenti dell’atletica azzurra, che sfiderà la Vlasic nella gara dell’alto.

ALESSIA TROST – «Quando ero piccola guardavo il Golden Gala in televisione – racconta la Trost –  ed era emozionantissimo. Esserci dentro e stare in pedana lo è ancora di più. Ricordo la sensazione di due anni fa, era talmente forte che mi ha steso, adesso non vedo l’ora di tornarci. Ci arrivo con altre convinzioni e con un approccio diverso nei confronti della “atletica degli adulti”, con più sicurezza per il lavoro fatto».

In pedana allo Stadio Olimpico troverà avversarie di altissimo livello, che si scontreranno anche al prossimo mondiale di Pechino, non solo la Vlasic, ma anche le russe Kuchina e Shkolina o la spagnola Beitia. «Ormai tra di noi ci si conosce – continua l’azzurra – ci si studia e vediamo chi arriva a fine stagione nelle migliori condizioni. Per quanto mi riguarda adesso in pedana riesco a concentrarmi in maniera migliore, isolandomi dal resto, spero questa sia la strada giusta».

 

(Foto di Paolo Pizzi – per gentile concessione)

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