Regione Lazio cede quote di LazioAmbiente e rivede le società partecipate

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Regione Lazio cede quote di LazioAmbiente e rivede le società partecipate

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La Regione Lazio non intende mantenere il 100 per cento della proprietà di LazioAmbiente, società che gestisce la raccolta di diversi comuni dell’area sud della Provincia di Roma e soprattutto possiede i due termovalorizzatori di Colleferro e la discarica di servizio annessa. Anche questa società sarà coinvolta dalla seconda fase del grande processo di razionalizzazione delle partecipate della Regione. E’ questa una delle notizie più significative emerse oggi dalla presentazione della fase due, per la Regione Lazio, della razionalizzazione delle aziende partecipate, illustrata dal presidente Nicola Zingaretti e dall’assessore Michele Civita. Secondo gli intenti della Regione gli enti potranno accorpare o sciogliere società anche attraverso un decreto del presidente entro il 31 dicembre 2015, mentre entro il 31 marzo andava comunicata la lista delle società e delle partecipazioni direttamente o indirettamente possedute. Mentre le società finanziarie e legate allo sviluppo erano state già nel 2013 oggetto di una operazione di razionalizzazione e semplificazione, in questa fase restano ancora esclusi gli enti regionali e le agenzie, anche se – ha spiegato il presidente – già esistono progetti in Consiglio regionale.

Per quanto riguarda Lazioambiente si prevede l’ingresso in partnership di altri operatori o operatore del settore per quanto riguarda la gestione degli impianti industriali, mentre per i servizi di raccolta dei rifiuti spetterà ai Comuni decidere se entrare in LazioAmbiente o trovare nuovi gestori attraverso gare che i comuni saranno liberi di fare. I livelli occupazionali saranno salvaguardati. A spiegare l’itinerario di LazioAmbiente è stato l’assessore Michele Civita: “LazioAmbiente era una soluzione temporanea nata nella scorsa consiliatura, aveva preso l’eredità del Consorzio Gaia per evitare una situazione emergenziale dal punto di vista sia della gestione dei rifiuti che occupazionale. C’è la necessità di mettere a sistema soprattutto gli impianti industriali e quindi la società dovrà verificare la possibilità di aggregarsi con società pubbliche presenti o prevedere forme di evidenza pubblica per trovare partner che possano supportare LazioAmbiente a investire e gestire meglio gli impianti industriali di proprietà. In questi giorni si sta definendo l’acquisizione del secondo termovalorizzatore di LazioAmbiente, il 40% di quell’impianto è di Ama, e quindi c’è un dialogo continuo che andrà rafforzato, ad esempio con Ama, per capire come la pensa sullo sviluppo industriale anche di questi impianti”.

Per quanto riguarda la restante galassia societaria attualmente la Regione ha 35 partecipazioni, dirette e indirette, di cui 9, pari al 26%, sono in liquidazione o in altra procedura finalizzata allo scioglimento. Al termine della operazione la Regione deterrà solo sei partecipazioni dirette, di cui quattro con ruolo strategico nei settori del trasporto pubblico e della mobilità, dello sviluppo economico, dei sistemi informativi e delle funzioni amministrative. Due, Sanim e Autostrade per il Lazio, potranno essere dismesse quando completeranno la propria funzione, la prima di pagare i debiti in parte della sanità e l’altra sulle attività legate in parte alla Roma-Latina. Nel delicato settore dei trasporti  è previsto l’accorpamento di Astral, Cotral Patrimonio e Aremol, mentre per Cotral dopo il 2018 ci saranno aggregazioni, con tanto di possibile newco, con primari soggetti in questo campo, per favorire l’intermodalità ferro-gomma.

Quanto ai sistemi informativi, esiste una legge di indirizzo approvata dal Consiglio per accorpare Lait e LazioService in un unico soggetto con relativo snellimento di tutti gli organi amministrativi e di controllo. Infine, ma non ultimo, il rapporto con Roma Capitale dove alcune partecipazioni  sono in comune, spiega Zingaretti: “Per alcune grandi società su molti punti è importante il confronto con Roma Capitale, che è già in atto- ha  spiegato lo stesso Zingaretti- Vogliamo fare delle scelte condivise perchè il pubblico guadagni il più possibile dalle operazioni che si mettono in campo”. Il Lazio è tra le prime sei regioni che avviano un simile piano di razionalizzazione.

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