Sciopero Roma, colpo di scena: sparisce l’audio sotto inchiesta

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Sciopero Roma, colpo di scena: sparisce l’audio sotto inchiesta

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La notizia è stata anticipata dal senatore Andrea Augello e dall’onorevole Vincenzo Piso, parlamentari del Nuovo centrodestra, che già da martedì hanno denunciato «inefficienze» e «disorganizzazione» dell’Atac nella gestione della vicenda sullo sciopero a Roma. Il file audio con la registrazione dell’ordine impartito dalla Direzione centrale traffico ai conducenti che intimava di bloccare il convoglio sarebbe sparito. «Qualcuno ha temuto che la registrazione potesse costituire un elemento di prova e l’ha cancellata. Abbiamo nomi e cognomi di tutti coloro che erano presenti, dobbiamo solo capire l’esatta successione degli eventi». Così l’assessore alla Mobilità, Guido Improta, durante la conferenza stampa in Campidoglio sullo sciopero dei trasporti pubblici e i disagi dello scorso venerdì, in merito alla registrazione diffusa da alcuni giornali on line «di un dialogo – si legge nella relazione finale della commissione di accertamento – tra macchinista e Dct di cui non si è trovata traccia».

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IL FILE AUDIO – La disposizione aveva lasciato appiedati i passeggeri a metà corsa.

LA DENUNCIA – «Solo sei macchinisti su 40 avevano aderito allo sciopero nel primo turno» di venerdì scorso a Roma quando per protesta alcuni utenti hanno occupato dei vagoni dei convogli della metro A». Lo dichiarano il senatore Augello e il deputato Piso al Messaggero.it precisando che «per difendere l’operato dell’Atac nel venerdì nero della metro si mettono in campo debolissime argomentazioni tipo l’enfatizzazione di un elevato numero di assenze per permessi per la legge 104 e malattia, oltre a un maldestro tentativo di innalzare la soglia degli scioperanti, fornendo i dati su tutti e tre i turni, mentre quello che conta è il primo, in cui, purtroppo per l’Atac, la verità è che avevano aderito all’agitazione solo sei macchinisti su 40».

«Quanto ai malati e ai permessi sulla legge 104, sarà nostra cura nei prossimi giorni raccogliere dati su altri venerdì degli ultimi mesi, da mettere a confronto con le assenze di venerdì 17 aprile, dimostrando che il fenomeno non può minimamente giustificare il caos gestionale che ha portato al collasso la linea A», aggiungono Augello e Piso.

NOVE A RISCHIO LICENZIAMENTO – “Sono nove, a vario titolo, i responsabili del venerdì nero della metro a Roma: tutti rischiano provvedimenti fino al licenziamento”. Ad annunciarlo nel corso di una conferenza stampa è l’assessore ai trasporti del Campidoglio, Guido Improta, parlando dei disservizi di venerdì scorso sulla linea A della metropolitana capitolina. Tutti i 10 macchinisti della metro A che erano assenti durante lo sciopero di venerdi” (sui 16 di servizio ne erano presenti solo 6) hanno presentato un certificato di malattia. “Ci sono 10 macchinisti che forse per paura vista la piega che aveva preso la giornata hanno trasformato la loro adesione allo sciopero in malattia”, ha spiegato l”assessore alla Mobilita” di Roma Capitale, Guido Improta, nel corso di una conferenza stampa in Campidoglio sullo sciopero dei trasporti pubblici dello scorso venerdi”. Atac, ha annunciato l”assessore, “fara” accertamenti con l”Ordine dei medici di base per evitare che lo strumento della malattia possa essere inquinato con strumenti opportunistici. Vale la presunzione innocenza, ma non possiamo escludere nulla”.

LA COMMISSIONE – «Fra meno di un’ora verranno rese note le suggestive conclusioni della commissione d’inchiesta dell’Atac sul venerdì nero della metro A. Siamo in grado di anticiparne alcuni contenuti a dir poco sorprendenti». È quanto dichiarano in una nota il Senatore Augello e l’onorevole Piso, autori dell’interrogazione parlamentare che ha portato alla luce le responsabilità della dirigenza dell’Atac nel caos delle metropolitane romane. «A parte varie quanto debolissime argomentazioni a difesa dell’operato dell’azienda, tipo l’enfatizzazione di un elevato numero di assenze per permessi per la legge 104 e malattia, oltre ad un maldestro tentativo di innalzare la soglia degli scioperanti, fornendo i dati su tutti e tre i turni, mentre quello che conta è il primo, in cui, purtroppo per l’Atac, la verità è che avevano aderito all’agitazione solo sei macchinisti su 40, il vero colpo di scena è che l’azienda dichiarerà di non disporre delle registrazioni delle comunicazioni terra-treno di quel giorno e quindi di non poter identificare chi diede l’ordine di arresto ai treni – si legge nella nota – Guarda caso sono sparite, non si sa se per un guasto o perchè non fosse in funzione, proprio in quel momento, la scatola nera della metro: fatto sta che la commissione proprio non riesce ad identificare il dirigente che diede l’ordine di arresto ai treni, la cui registrazione impazza nella rete. Il tentativo è quello di procedere ad un’autoassoluzione di tutta la dirigenza. Peccato che i Dgt che possono aver dato quell’ordine non sono decine, ma solo due, quelli di turno. E quindi anche la provvidenziale débacle tecnologica non dovrebbe essere un ostacolo insormontabile all’accertamento delle responsabilità. Quanto ai malati e ai permessi sulla legge 104, sarà nostra cura nei prossimi giorni raccogliere dati su altri venerdì degli ultimi mesi, da mettere a confronto con le assenze di venerdì 17 aprile, dimostrando che il fenomeno non può minimamente giustificare il caos gestionale che ha portato al collasso la linea A. Infine nessuna spiegazione sul perchè non siano stati attivati i comandi. Quanto alla scatola nera che si trasforma in scatola magica del sindaco, è una storia divertente, che di sicuro la magistratura saprà apprezzare e valorizzare come merita. Fra l’altro, ammesso che sia vera, apre un altro formidabile capitolo sulla sicurezza: se il 17 ci fosse stato un incidente non sarebbe stato possibile disporre delle conversazioni tra Dgt e macchinisti. Per fortuna stiamo solo commentando una farsa e non una tragedia».

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