Comune di Roma, Ignazio Marino 83mo sindaco d’Italia

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Comune di Roma, Ignazio Marino 83mo sindaco d’Italia

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Non è un periodo facile per i sindaci italiani, siano di piccoli comuni o di grandi città, ma a leggere i dati della classifica pubblicata questa mattina dal Sole 24Ore-Ipr si capisce che a Roma le cose non vanno. Il sindaco Marino tocca l’83mo posto nel gradimento tra i primi 100 sindaci italiani. Peggio di Roma fanno solo posti come Caserta, Foggia e Matera (nelle tre posizioni immediatamente successive) e fino al fondo della classifica si trovano città come Vibo Valentia (87mo posto), Catanzaro (90), Enna (92), Latina (95), Benevento e Bologna (97 e 98), Crotone (99) e Trapani (100). Una compagnia che non ha nulla a che fare con le metropoli, e nemmeno con le medie città (fatto salvo il caso di Bologna).

ALTROVE GRANDI CITTA’ – Le grandi città del Bel Paese si posizionano tutte quindi più in alto, con Pisapia a Milano al 70esimo posto e Napoli al 60esimo. Ma è il vertice della classifica a spiegare ancora meglio la situazione: Nardella a Firenze è al primo posto, seguito da Decaro a Bari e Gori a Bergamo. Delle altre grandi città Piero Fassimo a Torino è all’ottavo posto. Dunque le metropoli sono in affanno: troppo territorio da gestire, chilometri di strade da mantenere, flotte di trasporto pubblico troppo numerose. E in tempi di bilanci tagliati e riduzioni di personale, con la riforma delle province e le città metropolitana che non si sa ancora bene quali effetti porteranno sulla amministrazione.

SINDACI POCO AMATI – Insomma, alla classifica del Sole24 Ore i conti tornano: il sindaco di Roma non è molto amato dai suoi cittadini, perché è sempre più difficile gestire la complessità di una metropoli, capitale della politica e della cristianità, senza una macchina efficiente e dotata di un bilancio adeguato. La tendenza inoltre è negativa: se Marino ai tempi della sua elezione godeva di un livello di popolarità al 63,9% (pari alla popolarità dell’attuale sindaco di Bari, al secondo posto) oggi il medico genovese si trova a un mesto 49,5 per cento, con un crollo di oltre 14 punti percentuali dall’elezione del giugno 2013. E se non bastasse, nella classifica relativa al 2012, pubblicata nel gennaio 2013 il suo predecessore Alemanno si posizionava al 73mo posto, dieci posizioni più in alto. Dati che mostrano quanto ancora Roma debba risalire in qualità dei servizi e rapporto con i cittadini per essere all’altezza di una capitale europea.

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