Comune di Roma, alla Piramide va in scena il restauro dei filantropi

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Comune di Roma, alla Piramide va in scena il restauro dei filantropi

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La valorizzazione e il restauro del patrimonio artistico della Capitale avverrà quasi esclusivamente con danaro proveniente da filantropi e mecenati. Lo ha detto il sindaco Ignazio Marino all’inaugurazione del restauro della Piramide Cestia, finanziato dal mecenate giapponese Yuzo Yagi con due milioni di euro. Un’altra donazione di due milioni di euro sono stati messi a disposizione dal magnate uzbeco Usmanov per il restauro della fontana davanti al Quirinale, della sala degli Orazi e Curiazi e  rimettere in piedi sette colonne del Foro di Traiano su due livelli. La convinzione del sindaco è che il patrimonio archeologico capitolino sia tale da richiedere la responsabilità non solo degli italiani, ma di quanti nel mondo tengono a questo patrimonio di tutta l’umanità. Ma Ignazio Marino pensa anche alle pedonalizzazione dell’area prospiciente la Piramide. Infatti durante la conferenza stampa, era stata la stessa Soprintendenza archeologica di Roma, con il soprintendente Francesco Prosperetti e l’architetto Maria Grazia Filetici, responsabile del restauro, a proporre al Comune la chiusura al traffico dell’area «almeno per rendere più sicuro l’attraversamento.» Per quanto riguarda la chiusura al traffico della sola via Persichetti, Marino ha aggiunto: «Non rispondo se non ho studiato a fondo la questione.

È evidente che la nostra amministrazione ha inteso sin dall’inizio diminuire traffico e smog. Appena mi sono insediato, il Colosseo era nero fumo, era la più grande e anche la più antica rotonda spartitraffico del nostro pianeta. Abbiamo chiuso il traffico privato attorno al Colosseo, pedonalizzato aree come piazza di Spagna, via del Babuino. Insomma, tra le automobili e i monumenti con la storia dell’umanità, noi abbiamo scelto la storia.» Mentre Marino rilasciava queste “epocali” dichiarazioni il suo assessore ai lavori pubblici Maurizio Pucci presentava i lavori di riqualificazione di Via del Melone, a due passi da piazza Navona e da corso Vittorio, candidandosi a essere una delle strade di passaggio strategiche negli itinerari pedonali del Giubileo.

A permettere la realizzazione dei lavori  che prevedono il rifacimento della carreggiata in sampietrini, l’allargamento dei marciapiedi e la verifica dei tombini, è stato il contributo di 60mila euro della società che gestisce l’Hotel Palazzo Navona che si  affaccia sulla via cui si aggiungeranno i 100mila stanziati dal Campidoglio. Quella in via del Melone, ha detto Pucci, «è la prima sperimentazione di intervento di un privato nella manutenzione stradale per una via fortemente dequalificata.» Per giustificare la presenza dei sampietrini che sino a qualche mese fa Pucci voleva divellere da tutto il centro, l’assessore ha spiegato che il selciato sarà pavimentato dai cubetti di porfido perché «qui non passano i mezzi pubblici ma solo auto e vetture per il carico e scarico merci.»

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